SCHEDA - La bozza del nuovo decreto su sviluppo e agenda digitale

mercoledì 3 ottobre 2012 18:23
 

3 ottobre (Reuters) - Agevolazioni fiscali e contributive per le nuove imprese (start-up) innovative, digitalizzazione della pubblica amministrazione e semplificazioni a favore degli operatori che costruiscono le reti a banda larga, nuovi vincoli all'utilizzo del contante dal 2014 e un pacchetto di misure per contrastare le frodi assicurative e rendere più concorrenziale il mercato delle polizze Rc auto.

Il secondo decreto sullo sviluppo economico, messo a punto dal ministro Corrado Passera, secondo l'ultima bozza vista da Reuters, si compone di 58 articoli e dovrebbe essere approvato domani dal Consiglio dei ministri.

IL CAPITOLO START-UP

Buona parte del decreto è dedicata agli incentivi per la nascita di nuove imprese (start-up) innovative.

La bozza definisce queste società sulla base di precisi requisiti: la maggioranza delle azioni appartiene a persone fisiche; sono operative da non più di 48 mesi; hanno una produzione annua non superiore a 5 milioni; non hanno mai distribuito utili; non nascono da fusioni, scissioni o cessioni; investono in ricerca più del 30% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione o impiegano per almeno un terzo della forza lavoro complessiva personale con dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca; sono titolari di almeno un'invenzione industriale o biotecnologica.

Mantenendo questi requisiti, le società si vedranno riconoscere diversi benefici. Intanto, non dovranno pagare imposta di registro e di bollo. Poi si vedranno postiticipare di un esercizio il termine entro il quale, in base al diritto societario, bisogna ricostituire il capitale nel caso le perdite siano pari ad un terzo del capitale sociale.

Di converso, la nuova bozza non fa più riferimento all'aumento da 2 a 5 milioni di fatturato annuo massimo per usufruire dell'Iva per cassa (si versa l'imposta solo dopo aver ricevuto il pagamento e non al momento di emettere la fattura).

Dovrebbe saltare anche l'aumento dal 3 al 6% del tasso nominale per portare in deduzione, dal reddito imponibile, il rendimento ottenuto con l'investimento aggiuntivo di capitale, la cosiddetta Ace (Allowance for corporate equity) introdotta con la manovra correttiva di dicembre.   Continua...