Riforma elettorale, pesa divisione preferenze-collegi - Vizzini

giovedì 27 settembre 2012 15:09
 

ROMA, 27 settembre (Reuters) - Per rendere possibile un accordo complessivo sulla riforma elettorale, e approvare così un testo condiviso che sarà messo in votazione entro la fine della prossima settimana alla commissione Affari Costituzionali del Senato, manca ancora l'intesa sulla possibilità di eleggere i parlamentari con le preferenze oppure in collegi uninominali.

Lo ha detto oggi a Reuters Carlo Vizzini, presidente della commissione di Palazzo Madama che entro il 10 ottobre deve riuscire ad arrivare a un nuova legge elettorale condivisa che sostituisca il cosiddetto "Porcellum". Altrimenti, sarà lo scontro in aula - sia al Senato sia alla Camera - sui vari disegni di legge presentati dai partiti a dover decidere la riforma. In questo secondo caso poter giungere a una riforma è quasi impossibile.

"Credo che abbiamo il dovere di votare un testo prima di andare in aula", ha detto Vizzini, che oggi presiede una nuova riunione della commissione sulla materia.

Per l'ex esponente del Pdl, poi passato ai socialisti, Pd e Pdl, i due maggiori partiti - che sostengono anche il governo del premier Mario Monti -, sono d'accordo sulla necessità di assegnare un premio di maggioranza al partito o alla coalizione che abbia superato un soglia minima di voti, e anche sul fissare uno sbarramento (al 5%, che potrebbe essere dell'8% in Senato) all'ingresso delle liste in Parlamento.

"Ma il punto su cui dobbiamo ragionare è se reintrodurre le preferenze oppure i collegi, con una terza ipotesi, presentata ieri dal vice capogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, che vorrebbe listini bloccati con pochi nomi da presentare in collegi molti piccoli, così l'elettore saprebbe meglio per chi sta votando".

L'accordo di massima raggiunto nei primi mesi dell'anno tra Pd, Pdl e Udc prevedeva un sistema misto per l'elezione dei parlamentari, affidato in parte a una lista bloccata di nomi e in parte a collegi uninominali. Ma dopo le elezioni amministrative di primavera, con il boom del Movimento 5 Stelle e il tracollo del Pdl, le posizioni si sono allontanate.

Il Pdl, sostenuto dall'Udc , propende per il ritorno delle preferenze in lista, come avveniva prima del 1994. Il Pd - che preferirebbe il doppio turno alla francese - è contrario alle preferenze e vorrebbe almeno tornare all'accordo dei mesi scorsi.

I democratici, ha detto oggi il senatore Luigi Zanda chiederanno oggi di incominciare a votare subito in commissione i vari ddl presentati da singoli senatori e da partiti.

"E' chiaro che questa situazione non la sblocco io come presidente di commissione, ci vuole un accordo tra i partiti, tra il Pd e il Pdl", ha ammesso Vizzini, secondo cui l'ipotesi di attendere le elezioni regionali siciliane del 28 ottobre prossimo per decidere sulla riforma elettorale "è un solo un modo di traccheggiare".   Continua...