Italia, rischio downgrade in caso di perdita accesso a mercati-Fitch

mercoledì 26 settembre 2012 15:03
 

MILANO, 26 settembre (Reuters) - L'attivazione del programma di acquisto bond della Banca centrale europea da parte dell'Italia non comporterebbe di per sè un downgrade del rating. Ciò potrebbe invece avvenire se l'Italia perdesse l'accesso ai mercati e non riuscisse a finanziarsi a costi accettabili anche con un supporto finanziario esterno.

Lo scrive Fitch in un rapporto che riepiloga la situazione dei rating sovrani della zona euro.

"L'entrata all'interno di un programma di acquisto bond Esm o di un programma precauzionale, che potenzialmente sbloccherebbe gli acquisti bond sul secondario da parte della Bce, non comporterebbe un downgrade da parte di Fitch", si legge nel capitolo del report dedicato all'Italia.

La scorsa settimana il responsabile dei rating sovrani di Fitch, David Riley, ha escluso a Reuters una revisione nel breve termine del rating sovrano italiano, dopo il peggioramento delle previsioni economiche da parte del governo, confermando la valutazione a livello 'A-', con outlook negativo, già ribadita a luglio.

"Se l'Italia dovesse effettivamente perdere l'accesso al mercato dei finanziamenti a un costo gestibile anche con supporto esterno di questo tipo, il suo rating cadrebbe nella categoria 'BBB'", avverte Fitch.

L'agenzia di rating riconosce i passi avanti compiuti attraverso la riforma del mercato del lavoro, che insieme ad altri provvedimenti strutturali, dovrebbe contribuire a migliorare il potenziale di crescita.

"Ma la possibilità di ulteriori riforme economiche e fiscali sta diminuendo rapidamente con l'avvicinarsi delle elezioni politiche", prosegue l'agenzia di rating.

Proprio il rischio politico nel medio termine, specialmente per quanto riguarda la prosecuzione e il completamento delle riforme strutturali, è uno dei fattori che incide sul mantenimento della prospettiva negativa, unitamente al pericolo di un'intensificazione della crisi della zona euro, a una crescita economica più debole delle attese nel breve e nel medio termine e al fallimento della capacità di mettere il rapporto debito/Pil su una china discendente a partire dal 2014.

Se tuttavia la recessione dovesse essere più profonda e lunga delle attese, e una timida ripresa non si materializzasse nemmeno nella seconda parte del 2013, potrebbero intensificarsi le pressioni al ribasso sul rating italiano, conclude Fitch.   Continua...