27 settembre 2012 / 14:33 / 5 anni fa

Debito, per calo ricetta Fmi prevede tassi reali bassi e misure strutturali

MILANO, 27 settembre (Reuters) - Condizioni monetarie il più possibile espansive, bassi tassi reali, misure permanenti e non temporanee di riduzione della spesa, tempi lunghi e - perché no - sostegno all'economia dalla domanda esterna.

Sono questi i fattori che secondo il Fondo monetario internazionale possono permettere ad un paese ad elevato indebitamento - come l'Italia - di gestire con successo un processo duraturo di consolidamento delle finanze pubbliche.

Nel capitolo 3 del World Economic Outlook, anticipato oggi in vista della pubblicazione completa del rapporto in ottobre, il Fmi individua proprio nell'esperienza italiana degli anni novanta - ovvero nello sforzo di risanamento che porterà il paese nell'euro - uno dei sei casi studio principali su come, dalla fine della prima guerra mondiale, un elevato debito pubblico è stato gestito. Così come, tra le altre, le esperienze del Belgio negli anni ottanta e del Canada negli anni novanta.

Un'analisi tanto più attuale in quanto arriva a pochi giorni dalla revisione delle stime di finanza pubblica da parte del governo italiano, che prevede ora una discesa del debito sotto il 120% del pil solo nel 2015 a fronte di un'economia che continua a non crescere. Uno scenario che potrebbe mettere a rischio il rispetto del vincolo europeo del Fiscal compact, che per l'Italia prevede una riduzione del debito di 1/20 del Pil ogni anno.

"Un contesto monetario espansivo è una condizione necessaria per il successo del consolidamento fiscale" si legge nel rapporto che nota tuttavia come sia poco realistico ipotizzare oggi politiche inflazionistiche, in un'era in cui l'obiettivo di raggiungere o mantenere una bassa inflazione è considerato necessario per la stabilità economica.

"In un ambiente dove l'inflazione è bassa è importante un contesto monetario di sostengo con bassi tassi reali per facilitare la riduzione del debito pubblico" aggiunge l'Fmi.

FMI: SFORZO ECCEZIONALE SU DEBITO CON PRIMO GOVERNO PRODI

Il Fondo loda il processo di risanamento italiano nella seconda metà degli anni novanta, definito "eccezionale", che portò il deficit del paese a scendere al 2,7% nel 1997, con un avanzo primario record del 6,1% nello stesso anno. Sull'arco di un decennio, nota il Fondo, l'Italia fu in grado di conseguire un miglioramento del bilancio primario di oltre 10 punti percentuali.

Il debito pubblico italiano salì sopra quota 100% del Pil nel 1992 raggiungendo il 120% nel periodo 1994/1996, salvo poi scendere attorno al 104% nel 2004.

Tuttavia, sulla questione della natura delle misure fiscali intraprese, arriva la critica principale all'esperienza italiana degli anni novanta, decisamente leggibile anche in chiave di ricetta per le sfide di questi giorni sul fronte del debito pubblico.

"Specialmente dopo il 1992 c'è stata una preferenza verso le misure temporanee che non sono riuscite a mettere il debito su un sentiero stabilmente decrescente, in parte a causa di un contesto fiscale incapace di mettere al sicuro i risultati raggiunti" spiega il Fondo, citando tra le misure adottate dall'Italia, oltre alla riforma delle pensioni, le privatizzazioni e le diverse una tantum come la 'tassa per l'Europa' del primo governo Prodi.

"A partire dal 1998 lo zelo si è gradualmente esaurito e nessun ulteriore sforzo volontario di consolidamento fu intrapreso. In più, a causa del carattere temporaneo di alcune misure, dopo il picco del 1997 il surplus primario iniziò a diminuire, cosa che risultò in una velocità progressivamente decrescente di riduzione del debito" si legge nel rapporto.

Il Fondo cita, d'altra parte, l'esempio del Belgio, le cui riforme negli anni ottanta si sono concentrate sul taglio dei dipendenti pubblici, sul ridimensionamento di un sistema di welfare eccessivamente generoso (sgravi familiari, benefit di disoccupazione e innalzamento dell'età pensionistica) e sulla riduzione di sussidi e sgravi fiscali alle imprese. Riforme per lo più di tipo strutturale, capaci di garantire un taglio permanente della spesa pari al 2,8% del pil.

D'altra parte, nota il Fondo, a differenza dell'Italia, tra le aziende belghe c'era poco da privatizzare.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below