Debito, per calo ricetta Fmi prevede tassi reali bassi e misure strutturali

giovedì 27 settembre 2012 16:30
 

MILANO, 27 settembre (Reuters) - Condizioni monetarie il più possibile espansive, bassi tassi reali, misure permanenti e non temporanee di riduzione della spesa, tempi lunghi e - perché no - sostegno all'economia dalla domanda esterna.

Sono questi i fattori che secondo il Fondo monetario internazionale possono permettere ad un paese ad elevato indebitamento - come l'Italia - di gestire con successo un processo duraturo di consolidamento delle finanze pubbliche.

Nel capitolo 3 del World Economic Outlook, anticipato oggi in vista della pubblicazione completa del rapporto in ottobre, il Fmi individua proprio nell'esperienza italiana degli anni novanta - ovvero nello sforzo di risanamento che porterà il paese nell'euro - uno dei sei casi studio principali su come, dalla fine della prima guerra mondiale, un elevato debito pubblico è stato gestito. Così come, tra le altre, le esperienze del Belgio negli anni ottanta e del Canada negli anni novanta.

Un'analisi tanto più attuale in quanto arriva a pochi giorni dalla revisione delle stime di finanza pubblica da parte del governo italiano, che prevede ora una discesa del debito sotto il 120% del pil solo nel 2015 a fronte di un'economia che continua a non crescere. Uno scenario che potrebbe mettere a rischio il rispetto del vincolo europeo del Fiscal compact, che per l'Italia prevede una riduzione del debito di 1/20 del Pil ogni anno.

"Un contesto monetario espansivo è una condizione necessaria per il successo del consolidamento fiscale" si legge nel rapporto che nota tuttavia come sia poco realistico ipotizzare oggi politiche inflazionistiche, in un'era in cui l'obiettivo di raggiungere o mantenere una bassa inflazione è considerato necessario per la stabilità economica.

"In un ambiente dove l'inflazione è bassa è importante un contesto monetario di sostengo con bassi tassi reali per facilitare la riduzione del debito pubblico" aggiunge l'Fmi.

FMI: SFORZO ECCEZIONALE SU DEBITO CON PRIMO GOVERNO PRODI

Il Fondo loda il processo di risanamento italiano nella seconda metà degli anni novanta, definito "eccezionale", che portò il deficit del paese a scendere al 2,7% nel 1997, con un avanzo primario record del 6,1% nello stesso anno. Sull'arco di un decennio, nota il Fondo, l'Italia fu in grado di conseguire un miglioramento del bilancio primario di oltre 10 punti percentuali.   Continua...