22 settembre 2012 / 20:58 / 5 anni fa

PUNTO 2-Incontro governo-Fiat durato 5 ore, impegno a rafforzare competitività,export

(Aggiunge dettagli da fonte al quarto paragrafo)

ROMA, 22 settembre (Reuters) - Fiat e il governo si sono impegnati oggi a lavorare insieme per rafforzare “la capacità competitiva dell‘azienda”, anche con un gruppo di lavoro al ministero dello Sviluppo economico che individui “gli strumenti per rafforzare ulteriormente le strategie di export del settore automotive”. .

Fiat si è inoltre impegnata con l‘esecutivo “a salvaguardare la presenza industriale del gruppo in Italia, anche grazie alla sicurezza finanziaria che deriva soprattutto dalle attività extraeuropee” e a “investire in Italia, nel momento idoneo, nello sviluppo di nuovi prodotti per approfittare pienamente della ripresa del mercato europeo”.

E’ quanto emerge da una nota congiunta di Palazzo Chigi e del gruppo automobilistico, diffusa dopo l‘atteso incontro - iniziato alle 16 e durato più di cinque ore - a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio Mario Monti, i ministri Corrado Passera, Elsa Fornero, Fabrizio Barca e il sottosegretario Antonio Catricalà, oltre al presidente di Fiat John Elkann e al suo AD Sergio Marchionne.

Il tavolo tra Fiat e governo si dovrà chiudere prima della presentazione dei risultati del terzo trimestre 2012 il prossimo 30 ottobre, valuterà la necessità di eventuale cassaintegrazione e la possibilità che alcune produzioni, pensate per gli Stati Uniti, possano avvenire in Italia, ha spiegato a Reuters una fonte vicina alla società.

PRIVILEGIARE L‘EXPORT EXTRAEUROPEO

“Fiat ha illustrato le proprie stime sull‘andamento del mercato automobilistico italiano e internazionale e le prospettive strategiche di sviluppo futuro del gruppo, concentrandosi in particolare su quelle che possono derivare dall‘integrazione delle piattaforme di Chrysler e Fiat”, spiega il comunicato, sottolineando che “particolare riferimento è stato fatto ai 5 miliardi di investimento realizzato in Italia negli ultimi tre anni”.

La nota aggiunge che Fiat “è intenzionata a riorientare il proprio modello di business in Italia in una logica che privilegi l‘export, in particolare extra-europeo” e si è detta disponibile a valorizzare le competenze delle proprie strutture italiane, come ricerca e innovazione.

Fiat ha inoltre espresso apprezzamento per l‘azione del governo, “che ha giovato alla credibilità dell‘Italia e ha posto le premesse, attraverso le riforme strutturali, per il miglioramento della competitività, oltre che per un cambiamento di mentalità idoneo a favorire la crescita”.

Dal canto suo, “il governo ha apprezzato i risultati che Fiat sta conseguendo a livello internazionale e l‘impegno assunto nel corso della riunione a essere parte attiva dello sforzo che il Paese sta portando avanti per superare questa difficile fase economica e finanziaria”, aggiunge il comunicato.

ANGELETTI: BUONE INTENZIONI, VEDIAMO I FATTI

Il segretario della Uil Luigi Angeletti ha commentato l‘esito della riunione dicendo che “traspaiono buone intenzioni”.

“Bisogna però vedere nel concreto se i giudizi espressi saranno sostanziati dai fatti”, dice il sindacalista in una nota.

Il governatore del Piemonte Roberto Cota chiede “che ci sia da parte di tutti un atteggiamento fermo e costruttivo per fare in modo che gli stabilimenti Fiat sul nostro territorio siano operativi e vengano fatti gli investimenti necessari”.

“Io stesso sto studiando delle proposte per rendere più competitiva la produzione sul nostro territorio, anche finalizzata all‘esportazione”, spiega Cota in un comunicato.

Una settimana fa, Fiat ha ufficialmente ritirato il piano Fabbrica Italia presentato nel 2010 - che prevedeva 20 miliardi di investimenti in Italia entro il 2014 - a causa dell‘andamento molto negativo del mercato, rimandando alla presentazione di una nuova strategia alla fine di ottobre.

Ieri Marchionne, rispondendo indirettamente al ministro Passera che si chiedeva perché in Europa Fiat non renda mentre in Brasile ha buoni risultati, ha ricordato che il gruppo automobilistico lì riceve finanziamenti e agevolazioni fiscali, cosa non possibile in Italia viste le norme Ue.

(Alberto Sisto e Ilaria Polleschi)

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