20 settembre 2012 / 18:03 / tra 5 anni

PUNTO 1 - Governo peggiora stime crescita, deficit, debito

* Resta confermato obiettivo pareggio strutturale in 2013

* Monti: Italia deve continuare in modo risoluto strada intrapresa

* Grilli esclude richiesta aiuti a Ue (Aggiunge dettagli da nota, commenti Monti e Grilli)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 20 settembre (Reuters) - La recessione più acuta del previsto ha indotto il governo a peggiorare la previsione sull‘andamento dell‘economia italiana e a rivedere al rialzo le stime del deficit e del debito per l‘anno in corso e il prossimo.

L‘obiettivo di un pareggio strutturale del bilancio per il 2013 concordato con l‘Unione europea viene,tuttavia, confermato.

“Se l‘Italia non dovesse continuare in modo risoluto sulla strada intrapresa, i mercati darebbero segnali negativi”, ha commentato Mario Monti al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato le nuove stime macro e sui conti pubblici.

Il premier ha confermato che il governo lavora per scongiurare l‘aumento dell‘Iva “sine die”, cioè anche dopo il 30 giugno prossimo.

Nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Def) la stima sul Pil 2012 peggiora a -2,4% dal -1,2% di aprile e quella sul Pil 2013 a -0,2% da +0,5%.

La ripresa si vedrà solo dal 2014, anno nel quale il governo prevede una variazione di +1,1% che si rafforzerà nel 2015 con un +1,3%.

Il peggioramento della congiuntura si riflette anche sui saldi di bilancio: il rapporto deficit/Pil è indicato al 2,6% nel 2012, all‘1,8% nel 2013, all‘1,5% nel 2014 e all‘1,3% nel 2015.

In termini strutturali, cioè al netto del ciclo e delle una tantum, l‘indebitamento nel 2013 dovrebbe azzerarsi.

Pertanto, “il governo conferma l‘obiettivo del bilancio in pareggio in termini strutturali”. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

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DEBITO/PIL IN LIEVE CALO IN 2013

“Il conseguimento del pareggio di bilancio è condizione indispensabile per assicurare la sostenibilità del debito pubblico”, scrive il Tesoro nella Nota di aggiornamento al Def.

In vista di quest‘ultimo obiettivo, il governo intende concentrare nei prossimi mesi la propria azione sulla riduzione del debito pubblico, “procedendo alla valorizzazione e successiva dismissione del patrimonio dello Stato, sia degli immobili sia delle partecipazioni pubbliche”.

Il Tesoro spiega che, “tenuto conto di un ammontare di proventi pari a circa 1 punto percentuale di Pil all‘anno”, il rapporto debito/Pil (al lordo dei sostegni erogati ovvero da erogare ai paesi dell‘area euro) viene stimato pari al 126,4% nel 2012 da 123,4 (stima precedente) e al 126,1% nel 2013 da 121,5%.

Nonostante il peggioramento della congiuntura, l‘Italia non ha in programma di chiedere aiuti all‘Unione europea, ha detto il ministro dell‘Economia Vittorio Grilli.

“No”, ha risposto Grilli alla domanda se Roma pensa di ricorrere allo scudo europeo per ridurre i suoi alti costi di finanziamento.

“L‘Italia riesce a mantenere la situazione della finanza pubblica assolutamente in ordine”, ha aggiunto.

Poiché il quadro di bilancio programmatico indica per il 2013 un rapporto deficit/Pil all‘1,8% a fronte dell‘1,6% a legislazione vigente, è ragionevole ipotizzare che il governo si tenga risorse in cassa per garantire parte dei 6,56 miliardi necessari a sterilizzare del tutto l‘aumento delle aliquote Iva nel 2013.

Il resto delle risorse arriverà dalla nuova fase della spending review, attesa con il varo della Legge di stabilità entro metà ottobre.

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