Governo peggiora stime crescita, mantiene obiettivo pareggio in 2013

giovedì 20 settembre 2012 19:07
 

ROMA, 20 settembre (Reuters) - La recessione più acuta del previsto ha indotto il governo a peggiorare la previsione sull'andamento dell'economia italiana nel 2012 a -2,4% dal -1,2% di aprile e il 2013 a -0,2% da +0,5%.

Nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), diffusa da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri, il governo prevede il ritorno alla crescita solo nel 2014 con una variazione di +1,1% che si rafforzerà nel 2015 con un +1,3%.

Il peggioramento della congiuntura si riflette anche sui saldi di bilancio. A legislazione vigente il governo stima che l'indebitamento netto in rapporto al Pil si attesti nel 2012 al 2,6%, per poi scendere all'1,6% nel 2013, all'1,5% nel 2014 e all'1,4% nel 2015.

Il quadro di finanza pubblica programmatico indica un rapporto deficit/Pil al 2,6% nel 2012, all'1,8% nel 2013, all'1,5% nel 2014 e all'1,3% nel 2015.

In termini strutturali, cioè al netto del ciclo e delle una tantum, l'indebitamento nel 2013 "è atteso attestarsi a +0,2%. Pertanto il Governo conferma l'obiettivo del bilancio in pareggio in termini strutturali", dice il governo.

Il rapporto debito/Pil a legislazione vigente è visto salire dal 126,4% del 2012 al 127,1% del 2013, per poi scendere al 125,1 nel 2014 e al 122,9% nel 2015.

Il quadro programmatico indica un rapporto debito/Pil al 126,4% nel 2012, al 126,1% nel 2013, al 123,1% nel 2014 e al 119,9% nel 2015.

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