20 settembre 2012 / 13:42 / 5 anni fa

SCHEDA-Fiat, quali ammortizzatori se la crisi continua

di Francesca Piscioneri

ROMA, 19 settembre (Reuters) - Fiat incontrerà sabato 22 il governo e sul piatto, oltre alle strategie del gruppo, ci sarà la questione degli ammortizzatori sociali, con la possibilità di chiedere la cassa integrazione in deroga o ricorrere ai contratti di solidarietà se la crisi morderà anche dopo il 2013.

A seguire i possibili scenari, in termini di ammortizzatori sociali, nei diversi stabilimenti dell'auto:

POMIGLIANO

Nello stabilimento campano Fiat aveva messo in cassa integrazione straordinaria i lavoratori della vecchia società in attesa che, entro luglio 2013, siano assorbiti dalla Newco, sempre che migliorino le condizioni di mercato e aumenti la domanda.

Nella Newco, per ora, l'azienda ha fatto ricorso alla cassa ordinaria. La nuova società ha assorbito circa 2.000 lavoratori sui circa 5.000 da riassumere. Lo stabilimento opera a circa il 50% della capacità produttiva.

La cassa ordinaria (cigo) spetta a operai, impiegati e quadri delle aziende industriali ed edili che, per avverse condizioni di mercato, sospendano o rallentino l'attività produttiva. La retribuzione è soggetta a un massimale inferiore all'80% della retribuzione. Viene erogata dall'Inps e finanziata dai contributi versati da imprese e lavoratori. La cigo viene corrisposta al massimo per 24 mesi.

La cassa straordinaria scatta una volta esaurita quella ordinaria e può essere richiesta per ristrutturazione aziendale o per cessazione delle attività. Dal 2013, con l'attesa entrata in vigore della riforma Fornero, potrà essere chiesta solo per ristrutturazioni. Ha durata variabile in base al titolo di concessione e può giungere a un massimo di 48 mesi (come i contratti di solidarietà), oltrepassando in casi particolari il vincolo generale dei 36 mesi nell'arco di un quinquennio. L'indennità corrisposta è pari a quella della cigo.

MIRAFIORI

Nello storico stabilimento torinese 5.500 operai sono soggetti a cassa integrazione straordinaria (cigs) a rotazione, il sito è quasi fermo perché produce solo Lancia Musa, Fiat Idea e Alfa Mito; la cassa integrazione è arrivata anche per i circa 5.000 impiegati. La cigs si esaurirà nel settembre 2013 e in quel caso si apriranno diversi possibili scenari per Fiat: una potenziale proroga, una richiesta al governo di cassa in deroga, oppure l'avvio di contratti si solidarietà, i primi per l'auto Fiat.

La cassa in deroga si può richiedere, nel caso di Fiat, ad esaurimento di cigo e cigs, viene finanziata da Stato e Regioni ed è pari all'80% dell'ultima retribuzione fino al tetto massimo stabilito e può essere erogata al massimo per 12 mesi. E' a discrezione del governo assegnarla oppure no. Secondo fonti sindacali il fondo cigd, che già per il 2012 basterebbe appena per le esigenze dell'anno, nel 2013 sarebbe pari al 40% dell'anno precedente.

La cigd è destinata a essere inglobata nell'Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego) quando la nuova riforma andrà a regime tra fine 2016 e 2017.

I contratti di solidarietà sono uno strumento alternativo di gestione degli scarichi di lavoro, attivabili anche quando si è esaurita la disponibilità di cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Nel caso di Mirafiori sarebbe un'alternativa alla cassa in deroga.

GRUGLIASCO

Situazione meno fosca per Grugliasco, in Piemonte, dove la produzione (ex Bertone) dovrebbe ripartire a fine anno e alcune centinaia di lavoratori sono già rientrati. Fiat ha in programma di realizzare la Maserati Quattroporte e un'altra vettura di classe E. Sono impiegati circa un migliaio di operai.

MELFI E CASSINO

Anche gli stabilimenti di Cassino (circa 4.000 lavoratori) e Melfi (circa 5.500) hanno fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria, seppur a singhiozzo, con una accentuazione nell'ultimo trimestre 2011 e nel 2012. Ci sarebbero dunque i margini per chiedere il ricorso alla cassa straordinaria.

TERMINI IMERESE

Lo stabilimento siciliano ha chiuso i battenti alla fine del 2011 e ancora manca un compratore per il sito. Una nuova riunione al ministero dello Sviluppo per trovare un cavaliere bianco è prevista per il 5 ottobre. Se non si risolverà la questione per fine anno, a partire dal 2013 i 1.300 lavoratori esauriranno la cassa integrazione straordinaria (cigs) ed entreranno in mobilità. La mobilità, che implica la cessazione del rapporto di lavoro, dura massimo 36 mesi (48 per le imprese del Sud). Viene finanziata dall'Inps con l'aiuto delle imprese. L'assegno è pari al 100% della cigs per i primi 12 mesi e poi all'80%.

E' previsto poi uno scivolo pensionistico per altri 600 lavoratori che però non è ancora accessibile perché manca il decreto attuativo relativo ai cosiddetti esodati, ossia dei lavoratori che non hanno più i requisiti previdenziali dopo la riforma Fornero. L'uscita dei lavoratori esodati permetterebbe la proroga di un anno della cigs per gli altri.

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