September 13, 2012 / 12:32 PM / 5 years ago

Centrosinistra, Renzi si candida a premier cercando voti anche a destra

5 IN. DI LETTURA

* Il sindaco di Firenze ha aperto la campagna per le primarie a Verona, terra leghista

* Accusato di strizzare l'occhio al Pdl, si propone di pacificare laici e cattolici nel Pd

* Il programma economico: detassazione del lavoro, sostegno a credito delle imprese

di Paolo Biondi

VERONA, 13 settembre (Reuters) - La generazione perduta dei 30-40enni, come l'ha definita Mario Monti, si candida a governare l'Italia con Matteo Renzi.

Il sindaco di Firenze ha aperto questa mattina la sua campagna elettorale per le primarie del centrosinistra che dovrebbero tenersi a novembre (non sono state ancora convocate), con una manifestazione al palazzo della Gran Guardia a Verona, città amministrata dal leghista Flavio Tosi e dove il Pd, partito di Renzi, ha ottenuto nella primavera scorsa un risicato 14,9%. Ha scelto di partire in salita dunque Renzi, da una terra straniera e tutta la sua campagna parte alla caccia di voti dentro e fuori del suo partito. L'ha riconosciuto lo stesso sindaco all'inizio del suo discorso davanti a una platea che l'ha accolto sullo stile delle convention americane, dove del resto lo stesso Renzi è stato la settimana scorsa (a quella democratica di Charlotte): "Stare a Verona vuol dire stare in un campo che non è il nostro". Stare in fuori gioco è anche l'accusa che i suoi avversari gli fanno per le troppe strizzate d'occhio al centrodestra, ma il sindaco non se ne cura ed ha ripetuto oggi di rivolgersi anche ai "delusi del Pdl". Renzi oggi era atteso soprattutto per la presentazione dei contenuti del programma, in particolare dal punto di vista economico.

"La crisi è la più grande opportunità perché veramente ci mettiamo in gioco e cambiamo le regole", ha detto. E, a proposito di regole, ha detto che in questi anni "sono aumentate più le tariffe che i salari come risultato di una politica che ha rifiutato di intervenire con le authority".

Le risorse vanno trovate riducendo la spesa pubblica e combattendo l'evasione reinvestendo però subito queste risorse per abbassare "le tasse di chi già le paga".

Ma la riduzione fiscale va concentrata sul costo del lavoro e Renzi appoggia, in particolare, la proposta Morando-Ichino per la detassazione dell'occupazione femminile. Sui fondi europei, altro esempio citato, si tratta di passare dai finanziamenti a pioggia (Renzi ha detto che negli ultimi 7 anni sono stati stanziati 100 miliardi divisi in 462.000 progetti) a "sostenere invece il finanziamento all'impresa" con una riduzione dei tassi sui prestiti.

"Ben venga la riforma delle pensioni ma non la faccia chi di pensioni ne ha due con il vitalizio", ha poi aggiunto Renzi in uno dei tanti passaggi nei quali il "rottamatore" ha attaccato l'attuale classe dirigente politica.

E' stato questo un refrain, come atteso, del sindaco che fatto della sua discesa in campo quasi una lotta generazionale: "Rottamiamo la subalternità culturale alle generazione del '68 che vuole dipingere se stessa come la meglio gioventù".

Ad ascoltarlo pochi politici: il segretario provinciale del Pd Vincenzo D'Arienzo rappresentava tutti, ma Renzi ne ha fatto quasi un vanto.

In platea anche il presidente dell'Anci e sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio a guida di un drappello di amministratori locali del Pd.

In prima fila anche l'ex sindaco di Verona Paolo Zanotto, colui che dal 38% di voti del Pd nella vittoriosa campagna del 2002 ha visto scendere i consensi fino al 14,9% di quest'anno dopo aver consegnato la città nel 2007 a Tosi: "Gli elettori che sono fuggiti vanno riconquistati: si sono astenuti, un po' sono fra i grillini. Ma anche il Pdl è in caduta libera e su questi elettori delusi o in libera uscita punta Renzi", dice l'ex sindaco di Verona che oggi sostiene il sindaco di Firenze.

La campagna lanciata da Renzi oggi pare proprio questo, una riconquista, in parte con incursioni in terra nemica. Resta la battaglia contro la vecchia classe dirigente, quella che va "rottamata". Ma sugli altri fronti Renzi si propone come un ricompattatore: £E' l'unico leader del Pd che vuole ricompattare laici e cattolici e che non li considera sempre in conflitto", dice ancora a Reuters Zanotto.

Renzi non si è voluto esprimere oggi su alleanze, né sugli altri protagonisti al centro della scena politica: da Pier Ferdinando Casini a Corrado Passera e Luca di Montezemolo o Emma Marcegaglia, tutti personaggi che lo guardano con timore perché pesca in un elettorato contiguo ma anche con curiosità.

Il viaggio di Renzi è appena partito ed è subito in salita: i sondaggi sulle primarie lo danno a metà circa dei consensi di Pier Luigi Bersani ma lui non se ne duole: "Il politico i sondaggi li affronta e li condiziona, non li teme", dice.

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