12 settembre 2012 / 13:27 / tra 5 anni

PUNTO 2-Germania, ok Corte a Esm. Merkel: forte segnale a Europa

* Giudici stabiliscono che Parlamento debba essere consultato su incremento dimensioni Esm

* Decisione spinge al rialzo l‘euro e indici azionari globali

* Prima riunione del board dell‘Esm fissata 8 ottobre (aggiunge dettagli)

KARLSRUHE, 12 settembre (Reuters) - La Corte costituzionale tedesca ha dato il via libera alla ratifica da parte della Germania del nuovo fondo salva Stati europeo Esm (‘European Stability Mechanism’) e del ‘fiscal compact’, conferendo però al parlamento il potere di veto riguardo qualsiasi ulteriore incremento delle dimensioni del meccanismo di stabilità.

I mercati globali hanno festeggiato il verdetto dei giudici di Karlsruhe spingendo al rialzo gli indici azionari e l‘euro, salito ai massimi da quattro mesi sul dollaro.

Dopo mesi di rinvii, il meccanismo di stabilità europeo Esm potrà dunque entrare in funzione.

Con questa decisione, ha commentato la cancelliera tedesca Angela Merkel, la Germania ha mandato un forte segnale all‘Europa.

“Affermare i diritti del parlamento dà protezione a chiunque sia in questa aula così come ai cittadini di questo Paese” ha dichiarato. “Tale protezione è importante per il percorso che stiamo imboccando e questa è la ragione per cui affermo che quello di oggi è un buon giorno per la Germania e l‘Europa”.

La sentenza è stata accolta con soddisfazione dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. “Ognuno può essere certo che l‘Esm non viola la costituzione” ha detto, assicurando che il meccanismo sarà operativo entro poche settimane.

Un portavoce del ministero delle Finanze federale ha inoltre spiegato di non vedere la necessità di modificare il trattato per incorporare la sentenza della Corte, ipotesi avanzata da alcuni analisti che ne paventavano il rischio.

La Germania è l‘ultimo dei 17 Paesi della zona euro a dover ratificare il fondo salva Stati.

I membri del board Esm - ministri finanziari dei 17 - si incontreranno per la prima volta il prossimo 8 ottobre, data della riunione Eurogruppo seguita dal consiglio Ecofin, ha annunciato una nota del presidente dell‘Eurogruppo Jean Claude-Juncker.

Il presidente della Repubblica Federale tedesca Joachim Gauck ha fatto sapere tramite la portavoce che firmerà al più presto la legge di ratifica dell‘Esm, passo necessario per la sua entrata in vigore.

RICORSO RESPINTO

Respingendo le richieste di 37.000 ricorrenti, la Corte ha stabilito che la ratifica tedesca del fondo di salvataggio permanente possa procedere a condizione che la partecipazione della Germania non ecceda i 190 miliardi di euro, come stabilito dal trattato istitutivo dell‘Esm.

Qualsiasi incremento dovrà essere ratificato dal Bundestag, la camera bassa del parlamento tedesco.

“Nessuna clausola del trattato deve essere interpretata in maniera tale da prevedere obblighi di pagamento per la Repubblica federale tedesca senza l‘assenso della rappresentanza tedesca”, si legge nella sentenza.

La Corte ha inoltre stabilito che la clausola del trattato dell‘Esm secondo cui le decisioni del fondo devono essere riservate “non possa ostacolare la comprensiva informazione al Bundestag e al Bundesrat”, a significare che entrambi i rami del Parlamento hanno il diritto di essere consultati sulle attività del fondo di salvataggio.

I ricorrenti, di cui fanno parte alcuni membri della coalizione di centrodestra guidata da Angela Merkel e i radicali di sinistra contrari all‘integrazione europea, avevano lamentato che i trattati avrebbero esposto Berlino in maniera illimitata dal punto di vista finanziario e l‘avrebbero portata a cedere troppa sovranità alle autorità europee.

La Corte ha escluso, come in passato, che una più profonda integrazione europea violi la legge fondamentale, dal momento che il Parlamento è stato pienamente consultato.

Una volta entrato in funzione, l‘Esm costituirà una barriera di 700 miliardi di euro contro la diffusione della crisi debitoria del blocco della valuta unica, che si trascina da circa tre anni.

A questa si affiancherà il piano di acquisto bond annunciato da Mario Draghi nell‘ultimo consiglio di politica monetaria della Banca centrale europea, che prevede l‘intervento illimitato di Francoforte a sostegno dei titoli di Stato con scadenza fino a tre anni dei Paesi in difficoltà.

“In meno di una settimana - ha sottolineato l‘economista di Ing Carsten Brzeski - la zona euro si è trovata nelle mani lo stupefacente bazooka che cercava da tempo: acquisti condizionali ma illimitati di bond da parte della Bce e l‘Esm”.

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