11 settembre 2012 / 15:53 / 5 anni fa

PUNTO 3-Monti chiede a sindacati accordo su produttività in tempi brevi

* Monti ai sindacati: serve accordo con imprenditori per metà ottobre

* Passera dice che ci sono molte possibilità per aumentare stipendi

* Per il governo risorse per intervenire sul lavoro ci sono ma sono poche (Cambia titolo riscrive e aggiunge altre dichiarazioni)

di Alberto Sisto

ROMA, 11 settembre (Reuters) - Il presidente del Consiglio Mario Monti ha detto ai sindacati che dovranno trovare l‘intesa per aumentare la produttività del lavoro con gli imprenditori entro l‘8 o al massimo il 16 ottobre. Due date che coincidono con altrettanti appuntamenti internazionali a cui evidentemente il presidente del Consiglio vuole arrivare con qualche risultato in tasca.

Non a caso Monti ha aperto l‘incontro di oggi a palazzo Chigi con Cgil, Cisl, Ugl e Uil dicendo che a livello internazionale la scarsa produttività del sistema Italia forse ora pesa più dello spread. Il governo italiano inoltre deve riuscire a centrare, dopo l‘impostazione del riequilibrio finanziario e la riforma del mercato del lavoro, anche uno degli altri punti previsti dalla lettera della Banca centrale europea dell‘estate scorsa, sottoscritta dall‘allora governo, che prevedeva una maggiore attenzione per la parte di salario legata alla produttività.

La richiesta di un risultato in tempi brevi ha lasciato spiazzati tutte i segretari di Cgil, Uil, Ugl, ma non della Cisl anche se nel corso dell‘incontro, durato circa 2 ore e mezza, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, si è premurato di dire che “di risorse non c‘è ne sono molte anche se il governo, nella posizione di mediatore che si è ricavato, non mancherà di metterle a disposizione di un accordo”.

GOVERNO NON CERCA MODERAZIONE SALARIALE

Secondo il ministro Passera, a cui Monti ha assegnato il ruolo di ministro di riferimento per questa pratica, ci sono molto fattori su cui agire “per aumentare la produttività e dare più soldi ai lavoratori”. Monti in uno dei suoi interventi aveva comunque annunciato ai sindacati che “non si sta cercando la moderazione salariale”.

Ma non sembrano di questa idea i rappresentanti dei lavoratori, anche quelli in genere più disponibili ad affrontare le novità.

Per la Uil, Foccillo dice che non si capisce come si possa fare tutto in breve tempo e senza neanche le risorse. Inoltre, i sindacati hanno già fatto gli accordi interconfederali per spingere la contrattazione aziendale, ma il governo ha depotenziato lo strumento togliendo la defiscalizzazione: in sintesi Foccillo ha definito l‘incontro “interlocutorio e inutile”.

Nel corso del suo intervento il segretario della Cgil, Susanna Camusso, che nei giorni scorsi ha già minacciato di proclamare uno sciopero generale, ha respinto l‘invito di Monti e rovesciato il suo ragionamento: “La crescita non può dipendere da quello che le parti sociali possono fare a livello di produttività aziendale”, ma piuttosto dalle scelte del governo in materia di lotta all‘evasione e alla criminalità, di sostegno alla crescita delle dimensioni delle imprese italiane e interventi strutturali di politica industriale ma anche energetica.

CISL SODDISFATTA

Raffaele Bonanni, numero uno della Cisl, che nel suo intervento ha plaudito alla proposta del governo di discutere di crescita, produttività e salari, ha detto che veniamo “dopo tanti anni di distrazione” da parte degli esecutivi.

Come contropartita la Cisl ha chiesto però una detassazione dei salari: “Gli stipendi sono bassi per le troppe tasse. Il governo ripristini gli sgravi fiscali”. Bonanni ha anche salutato positivamente il ritorno agli incontri: “Sono stati smentiti i gufi anticoncertazione”.

Anche la Camusso ha messo sul tavolo la richiesta proposto di detassare le tredicesime dei dipendenti con le risorse della lotta all‘evasione “per ridare fiducia alle persone”.

L‘incontro arriva in un “momento carico di tensioni e preoccupazioni”, è stato l‘incipit di Monti, che ha poi aggiunto che “il governo vuole discutere di produttività che è la base per la crescita e l‘occupazione”.

Oltre a Monti e ai leader di Ugl, Cgil, Cisl e Uil hanno partecipato alla riunione - che segue a quella dell 5 settembre con i rappresentanti degli imprenditori - i ministri del Lavoro, Elsa Fornero, dell‘Economia Vittorio Grilli, dello Sviluppo economico.

Al termine dell‘incontro con le associazioni di imprenditori il governo in un comunicato ha sollecitato Confindustria, Abi, Ania, Rete imprese Italia ad avviare un confronto con il sindacato per ridefinire l‘architettura contrattuale al fine di aumentare la produttività. Lo stesso invito ribadito oggi con i sindacati.

Questa mattina Monti ha detto che per uscire dalla crisi serve un impegno congiunto di sindacati ed imprese e che il governo è pronto a fare da mediatore. Il premier ha poi aggiunto che l‘esecutivo lavorerà per cercare di ridurre il divario fra salario lordo e netto in busta paga.

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