10 settembre 2012 / 12:37 / 5 anni fa

PUNTO 3-Snam, 2 tranche bond per 2,5 mld, tassi in linea con Btp

(aggiorna con pricing al decimo paragrafo)

MILANO, 10 settembre (Reuters) - Nuova finestra sul mercato dei capitali, nuovo affaccio delle emittenti italiane che sfruttano il miglioramento del mercato per continuare il percorso di funding.

Come la scorsa settimana è stata dominata dalle emissioni di Unicredit e di Enel, anche questa settimana si sono viste sul mercato una corporate e una financial: Snam Rete Gas con un‘emissione in due tranche per 2,5 miliardi totali e Intesa SanPaolo per un bond senior.

SNAM RACCOGLIE FONDI A COSTI PIU’ BASSI RISPETTO A LUGLIO

Il bond di Snam era più che atteso visto che la società ha bisogno di rifinanziare un prestito ponte di 9 miliardi per restituire a Eni 11 miliardi di debito che ha nei confronti della major petrolifera in uscita dal capitale del gruppo proprietario della gran parte dei gasdotti italiani.

Già prima dell‘estate, anche in quel caso approfittando di una discreta finestra sul mercato, l‘utily aveva raccolto, attraverso due bond emessi a una settimana uno dall‘altro, 2 miliardi complessivi.

“Oggi Snam ha fatto il botto, con l‘emissione totale di altri 2,5 miliardi” dice una fonte bancaria. “Insieme agli altri due bond emessi a luglio, siamo già a metà strada rispetto al funding complessivo, con rendimenti in calo: è un ottimo risultato e potrebbe lasciare la porta aperta per nuovi bond entro la fine dell‘anno”.

Del resto lo stesso AD di Snam, Carlo Malacarne, ha ventilato l‘ipotesi di emissioni anche in valute diverse dall‘euro e - nel 2013 - anche di un bond al retail.

Con le emissioni di oggi, con scadenza rispettivamente marzo 2018 e settembre 2022, Snam continua a costruirsi la sua curva, riempiendo gli spazi lasciati aperti dalle due emissioni precedenti: 2016 e 2019.

“Non solo Snam è riuscita a finanziarsi a costi inferiori rispetto a quelli di luglio, ma è anche riuscita a dare 20-25 punti base di premio rispetto al suo stesso mercato secondario” aggiunge una delle fonti.

La tranche con scadenza 19 marzo 2018 da 1,5 miliardi, offre un rendimento pari a 285 punti base sul midswap, prezzata stasera a 99,62 con cedola a 3,875%, mentre le indicazioni iniziali erano per un rendimento in area 300 pb, poi rivisto a 285-290 punti base sopra il tasso del midswap.

La tranche, da un miliardo, con scadenza 19 settembre 2022 è stata prezzata a +350 punti base il rendimento dopo una prima indicazione in ‘area 370’ pb poi rivista a 350-355 pb sempre sul midswap. Il prezzo è stao fissato a 99,444 con cedola di 5,25%  Il bond 2016 sul mercato secondario quota oggi un rendimento pari a 224 pb sul midswap, mentre il 2019 quota 301 pb. Le condizioni finali del bond di oggi mostrano invece un rendimento a 285 pb sul midswap per il 5,5 anni e a 350 pb per il 10 anni.

Da notare che il bond 2019 è stato collocato il 12 luglio scorso - quando lo spread Btp/bund era a 465 pb - a +370 pb sul midswap, mentre il bond 2016 il 4 luglio scorso era stato prezzato a +340 pb con lo spread a 430 punti base.

CAVALCATO BUON MOMENTO POST-DRAGHI, RENDIMENTI IN LINEA BTP La scelta di uscire oggi è stata certamente premiante rispetto alle due emissioni della scorsa settimana, uscite prima della conferenza stampa di Draghi. Oggi il mercato, dopo il potente rally di giovedì e venerdì, ha leggermente ripiegato in attesa della sentenza della Corte Costituzionale tedesca, pur rimanendo vicino ai minimi da aprile.

Il rendimento dei bond di Snam oggi risulta inferiore a quello offerto dall‘emissione di Enel della scorsa settimana: 350 punti base per una scadenza 2020. Ma, da una parte Enel ha un rating inferiore rispetto a Snam [in categoria ‘B’ la prima, in ‘A’ la seconda], dall‘altra il mercato è molto cambiato, in meglio, rispetto alla scorsa settimana.

“Enel è uscita prima della conferenza stampa di Draghi con i dettagli per il programma di acquisti di titoli, che hanno fatto volare tutti i mercati” dice un altro dealer.

Il futures Btp prima di Draghi quotava 101,50, oggi è in area 104,50, lo spread Btp/bund si è stretto fin sotto i 360 punti base nel dopo-Draghi, mentre prima era oltre i 400 punti base.

Certo, Snam paga il fatto di essere italiana: la scorsa settimana era uscita sul mercato anche la collega francese EDF con lo stesso rating di Snam, che però ha piazzato un bond 2023 che stamane quota un rendimento pari a 90 punti base sul midswap. “Lo spread tra Italia ed altri paesi si nota anche sui corporate ovviamente, ma nel tempo, come è accaduto nell‘obbligazionaro, anche per i corpotate si è ristretto”.

Un paragone va fatto anche con i Btp.

La tranche a 5,5 anni di Snam offre un rendimento effettivo attorno a 3,95% (calcolato su un tasso midswap indicato al momento dal mercato attorno a 1,1%), mentre la tranche a 10 anni offre un rendimento attorno al 5,30%.

Il Btp con scadenza più vicina (marzo 2018) della tranche più breve di Snam rende oggi il 3,966% su Mts, mentre il Btp settembre 2022 quota il 5,179%.

“Le due tranche offrono un rendimento in linea con quello del Btp” commenta una delle fonti.

Bookrunner dell‘operazione sono Bank of America Merrill Lynch, Citi, Hsbc, Mediobanca, SG CIB, Ubs. Gli istituti ‘passive bookrunners’ sono Banca Imi, Bnpp, JP Morgan, Morgan Stanley e UniCredit.

Il rating di Snam per Moody’s è ‘Baa1’ con outlook stabile, per Standard & Poor’s ‘A-’ con outlook negativo.

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