September 10, 2012 / 11:33 AM / 5 years ago

BREAKINGVIEWS-Spagna e Italia non devono mandare all'aria piano Bce

6 IN. DI LETTURA

(L'autore è un editorialista di Reuters Breakingviews. Le opinioni espresse sono solo le sue)

di Hugo Dixon

LONDRA, 10 settembre (Reuters) - Con lo schema di acquisto di bond della Bce, Italia e Spagna hanno guadagnato tempo per stabilizzare le loro finanze pubbliche. Ma se cercheranno di tirarla per le lunghe, il mercato se ne accorgerà. Sarà allora praticamente impossibile trovare un altro meccanismo per salvare i due grandi 'ragazzi problematici' dell'area dell'euro e, con loro, la moneta unica.

La promessa di Mario Draghi dello scorso luglio di fare tutto il possibile per preservare l'euro ha già avuto un impatto rilevante sul costo di finanziamento del debito di Madrid e Roma. I rendimenti decennali, che avevano raggiunto un picco rispettivamente del 7,6% e 6,6% pochi giorni prima dei primi commenti del presidente della Bce, sono crollati venerdì 7 settembre al 5,7% e 5,1%.

La forza del programma della Bce consiste nel fatto che non è stato fissato alcun limite all'ammontare di titoli governativi acquistabili sul mercato. La potenza di fuoco della banca centrale è teoricamente illimitata, laddove i due fondi di salvataggio europei (Efsf ed Esm) non avrebbero sufficienti risorse per salvare entrambi i Paesi, Spagna e Italia.

Però questo nuovo tipo di interventi, battezzato "Outright Monetary Transactions" (Omt), ha tre importanti limiti.

Primo, la Bce comprerà solo i titoli dei Paesi che aderiscono al programma di aiuti dell'euro zona, subordinato a stringenti ed effettive condizioni dettagliate nel piano.

Secondo, la Bce concentrerà i suoi acquisti su scadenze tra uno e tre anni.

Infine, Draghi non ha specificato di quanto intende far scendere il costo di rifinanziamento per Madrid e Roma.

Ciò significa che non ci sono pasti gratuiti. Se appare difficile che la Bce chieda nuove riforme economiche per Spagna e Italia, è invece probabile che pretenda dai governi coinvolti una tabella di marcia dettagliata per quelle che si suppone stiano già realizzando. Non sorprende che nè Mariano Rajoy nè Mario Monti sgomitino per trarre vantaggio da questo schema di acquisto della Bce.

Inoltre, il focus di Francoforte sui titoli a breve significa che Madrid e Roma dovranno trovare altre vie per emettere titoli lunghi - che contano rispettivamente per il 66% e 62% del debito in circolazione.

I costi del servizio del debito per Spagna e Italia sono ancora troppo elevati per essere confortevoli.

La ragione principale usata dalla Bce per giustificare il suo programma di acquisto di bond è che gli investitori stanno ingiustamente punendo i due Paesi per il timore di una disgregazione dell'euro.

Ma la Bce riconosce anche che il differenziale di rendimento tra i bond di Italia e Spagna e l'1,5% del decennale tedesco è solo in parte spiegabile con il "rischio di convertibilità". E' anche causato da politiche economiche sbagliate.

Anche se non c'è alcun metodo scientifico per misurare il rischio di convertibilità, sembra che il grosso di questo sia evaporato dopo i commenti di Draghi di fine luglio.

Una valutazione ragionevole è che il rischio della fine della moneta unica possa ancora far salire i rendimenti spagnoli di un punto percentuale e quelli italiani di 0,75 punti.

Se la Bce usasse questi numeri come guida per il suo programma di acquisti, il costo dei decennali calerebbe rispettivamente per Spagna e Italia al 4,7% e al 4,4%.

Per farli scendere ulteriormente i due Paesi dovrebbero mettere in campo altre azioni.

Benchè gli investitori siano piuttosto caldi su Spagna e Italia, essi sono notoriamente ondivaghi.

Rajoy e Monti dovrebbero ricordare come fosse già svanito in primavera il clima favorevole costruito a inizio anno dalla Bce con i mille miliardi di prestiti a buon mercato.

Entrambi devono poi affrontare sfide politiche ben più ardue di quelle di inizio anno quando, neo-premier, erano ancora in piena luna di miele con l'elettorato.

Le economie di Spagna e Italia si contrarranno quest'anno e il prossimo con un calo di circa il 5% nel biennio, secondo Citigroup.

Per tutte queste ragioni è vitale che Rajoy e Monti non perdano tempo. Assumendo che la Corte costituzionale tedesca questa settimana appoggi la creazione del meccanismo europeo di stabilità (Esm), il premier spagnolo dovrebbe immediatamente aderire al programma.

L'Italia, un paese ricco, potrebbe ancora essere in grado di evitare un salvataggio. Ma per farlo deve tagliare il suo debito, preferibilmente con un massiccio programma di privatizzazioni e l'introduzione di una patrimoniale. Con le elezioni previste il prossimo aprile e nessuna garanzia che possa formarsi dopo un esecutivo in grado di governare, c'è una finestra molto stretta per agire. I tecnici di Monti non devono mancare questa occasione.

Con il nuovo piano di acquisti di titoli di Stato, la Bce ha messo in gioco la sua credibilità. La Bundesbank l'ha attaccata sostenendo che il piano è molto vicino a una violazione delle regole del trattato che vieta alla banca centrale di salvare i singoli Stati. Per ora, Draghi può resistere alle critiche fino a che Angela Merkel lo sostiene. Ma se Rajoy e Monti non si muovono in fretta, l'incantesimo della Bce svanisce e sarà difficile far emergere la volontà politica per una mistura ancora più potente.

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