PUNTO 1-Italia non chiederà aiuti, serve strumento contro rischi spread- Monti

venerdì 22 giugno 2012 09:26
 

* Se fallisce Consiglio Ue 28 e 29 giugno accanimento speculazione

* Servono misure più efficaci per stabilità finanziaria eurozona

* "Caro herr Muller", Germania ha grandi vantaggi dall'integrazione europea (aggiunge dettagli, contesto)

ROMA, 22 giugno (Reuters) - L'Italia non ha chiesto aiuti all'Europa e nel futuro non ne avrà bisogno, altrimenti sarebbe il segnale che il sistema non funziona.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti in una lunga intervista concessa a cinque giornali europei e per l'Italia a La Stampa.

"L'Italia finora non ha chiesto prestiti, ne ha dati molti a Portogallo, Grecia e Irlanda e prossimamente alla Spagna. Ogni giorno che passa sussidiamo altri con gli alti tassi di interesse che paghiamo nel mercato", ha detto il presidente del Consiglio che oggi a Roma dalle 13.00 incontrerà a Villa Madama i leader di Germania, Francia e Spagna. Una conferenza stampa conclusiva è fissata per le 16.00.

"Nel futuro l'Italia non avrà bisogno di aiuti e se dovesse farlo vuol dire che c'è qualcosa di sbagliato nel sistema", ha aggiunto, escludendo però questa possibilità visto che - cita Monti- il deficit in rapporto al Pil è previsto per quest'anno al 2%, rispetto al 3,6% dell'insieme della Ue.

Piuttosto il premier italiano ha ribadito, come aveva già fatto al G20 in Messico, che serve un meccanismo per premiare i Paesi che stanno portando avanti le politiche necessarie a stabilizzare le loro finanze pubbliche.

"Diversi Paesi si trovano a far sempre più fatica a far comprendere alle opinioni pubbliche che politiche giuste vanno continuate. Potrebbe quindi essere opportuno, davanti al riconoscimento da parte delle autorità europee del rispetto delle norme per la finanza pubblica e delle riforme strutturali, trovare uno strumento, uno 'scivolo' di passaggio verso un mercato più ordinato e sostenibile in termini di tassi di interesse", spiega Monti che paventa pure il rischio che un fallimento del prossimo vertice Ue possa alimentare spinte contro una maggiore integrazione, i cui segni affiorano "persino nel nostro Parlamento, che tradizionalmente è sempre stato europeista e non lo è più".   Continua...