21 giugno 2012 / 14:48 / 5 anni fa

Spending review, governo cerca 5-7 mld, non tutti strutturali - fonti

* Da sanità attesi non meno di 7-800 milioni

* Le Regioni vedranno Monti martedì prossimo

ROMA, 21 giugno (Reuters) - L'obiettivo immediato della spending review potrebbe salire fino a 7 miliardi nel 2012, anche se non tutti i risparmi avrebbero natura strutturale.

Lo spiegano due fonti governative mentre continuano le riunioni tecniche per definire il decreto legge che il Consiglio dei ministri dovrà approvare prima del 28 giugno, quando si riunirà a Bruxelles il Consiglio dei Capi di Stato e di governo europei.

"Si cerca di fare di più di 5 miliardi, probabilmente tra 6 e 7 miliardi ma non tutti i tagli si trascineranno sul 2013", spiega una prima fonte.

Il decreto farà perno su quattro capitoli: il taglio degli acquisti di beni e servizi allo studio del commissario Enrico Bondi; la stretta sui dipendenti pubblici; la soppressione delle province sotto i 300.000/350.000 abitanti e un primo intervento sulla sanità.

Il Consiglio dei ministri potrebbe riunirsi mercoledì 27 e, mano e mano che i giorni passano, sale la pressione di sindacati e regioni sul governo.

Oggi Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro al presidente del Consiglio, Mario Monti, per avere conferma delle misure che l'esecutivo sta studiando sugli statali. L'obiettivo, trapelato nei giorni scorsi, è ottenere una riduzione della pianta organica attraverso la messa in mobilità fino a 24 mesi con l'80% dello stipendio dei dipendenti in esubero.

Anche la sanità si appresta a dare il suo contributo, che una seconda fonte quantifica in non meno di 700-800 milioni, tutti o quasi strutturali.

Gli amministratori regionali hanno mangiato la foglia, tanto da aver chiesto e ottenuto un incontro con Monti martedì 26.

I governatori lamentano che l'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni odierna non prevede il riparto del fondo sanitario per l'anno 2012, pari a poco più di 108 miliardi. Il sospetto è che il governo non voglia procedere al riparto prima di aver definito i nuovi tagli.

La dote attesa dalla spending review nel 2012 è già salita dai 4,2 miliardi annunciati il 30 aprile ai 5 miliardi cui ha fatto riferimento il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, il 14 giugno scorso.

I 5 miliardi fanno riferimento al secondo semestre di quest'anno e sono tutti strutturali. Questo fa salire i risparmi a 10 miliardi nel 2013.

Oltre a garantire gli obiettivi di riduzione del disavanzo concordati con l'Unione europea, in questa prima fase la spending review serve a raccogliere le risorse necessarie per eliminare, in tutto o in parte, l'aumento dell'Iva previsto da ottobre e per finanziare la ricostruzione nei territori emiliani colpiti dal sisma di fine maggio.

(Giuseppe Fonte)

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