21 giugno 2012 / 11:18 / 5 anni fa

PUNTO 2-Spending review, sindacati all'attacco su Pa, Monti ci incontri

* Camusso annuncia mobilitazione statali contro stretta statali

* Bonanni: governo irresponsabile

* Angeletti: se governo colpisce statali sarà scontro sociale (Cambia titolo e lead, aggiunge Angeletti)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 21 giugno (Reuters) - Cgil, Cisl e Uil all'attacco del governo sulle ipotesi di stretta al pubblico impiego nell'ambito delle misure per tagliare la spesa pubblica. Le tre organizzazioni chiedono un incontro a Mario Monti e la leader Cgil, Susanna Camusso, preannuncia una mobilitazione dei dipendenti statali.

"Abbiamo scritto una lettera per chiedere a Monti di convocare una riunione con i ministri competenti. Spero non si continui a fare terrorismo, mi pare che stiano lavorando per distruggere la coesione sociale", ha detto stamani il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine dell'assemblea annuale di Confcommercio.

"Bisogna stare attenti, sembra che il governo stia mostrando la massima irresponsabilità", ha aggiunto.

Susanna Camusso, leader della Cgil, invita il governo a prendere esempio dalla vicenda degli esodati e a "non procedere unilateralmente sulla spending review ma a confrontarsi con urgenza con i sindacati".

"A sostegno di questa richiesta, e a contrasto di provvedimenti sbagliati, i lavoratori pubblici preparano la mobilitazione", ha annunciato.

ANGELETTI: TAGLI PARTANO DALL'ALTO, NON TOCCARE IMPIEGATI

Nel pomeriggio anche Luigi Angeletti alza la posta ammonendo il governo che sarà "ineluttabile scontro sociale" se il governo interverrà sulla Pubblica amministrazione.

"Abbiamo 135.000 eletti per amministrare soldi pubblici e 7.000 aziende pubbliche con altrettanti consigli di amministrazione e migliaia di dirigenti. Eppure il governo vuole tagliare sugli impiegati che hanno già subito una sterilizzazione dei loro stipendi, che saranno costretti ad andare in pensione a settant'anni e che guadagnano un decimo di quelli che li comandano", scrive il capo della Uil in una nota.

"Sulla base dell'esperienza temiamo che, come al solito, il governo cercherà di fare risparmi incidendo solo sulla parte più debole. Il sindacato non potrà mai accettare soluzioni che colpiscano ancora i lavoratori del pubblico impiego".

Secondo quanto riferito nei giorni scorsi da fonti governative, l'esecutivo vuole agire attraverso il regime di cassa integrazione per i dipendenti pubblici previsto dalla Legge di stabilità del 2012, l'ultimo atto del governo di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti.

Quella legge prevede che i dipendenti pubblici in esubero non possano essere impiegati in altra sede o mansione, la cosiddetta messa "in disponibilità", con un assegno pari all'80% dello stipendio nei successivi 24 mesi. L'obiettivo è ottenere una prima riduzione della pianta organica. Le verifiche tuttavia sono ancora in corso perché i dipendenti effettivamente in servizio nelle singole amministrazioni sono spesso inferiori al numero previsto teoricamente dalla pianta organica.

Inoltre, il governo vuole ridurre le province del 20% accorpando quelle sotto i 300.000/350.000 abitanti.

Il 30 aprile Palazzo Chigi ha annunciato tagli da 4,2 miliardi tra giugno e dicembre 2012. Il 14 giugno il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda ha detto che il governo vuole portare i risparmi a 5 miliardi.

Ridurre la spesa pubblica di 5 miliardi negli ultimi sette mesi del 2012 equivale ad avere circa 8,5 miliardi di risparmi strutturali dal 2013. È più probabile, però, che il decreto sia operativo da luglio. In questo caso i tagli si riferirebbero al secondo semestre e la dote del 2013 aumenterebbe a 10 miliardi.

Oltre a garantire gli obiettivi di riduzione del disavanzo concordati con l'Unione europea, in questa prima fase la spending review serve a raccogliere le risorse necessarie per eliminare, in tutto o in parte, l'aumento dell'Iva previsto da ottobre e per finanziare la ricostruzione nei territori emiliani colpiti dal sisma di fine maggio.

(Giuseppe Fonte)

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