21 giugno 2012 / 09:58 / 5 anni fa

PUNTO 2-Lavoro, fiducia alla Camera dal 26 giugno, voto finale il 27

(Aggiunge manifestazioni Cgil)

ROMA, 21 giugno (Reuters) - La Camera voterà la fiducia al governo sulla riforma del mercato del lavoro a partire dal 26 giugno mentre il voto finale sul provvedimento arriverà il 27, prima dunque del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, come auspicato dal premier Mario Monti.

La decisione è stata presa stamani dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

Il governo porrà la questione di fiducia il 25. Come in Senato, anche alla Camera le fiducie saranno quattro, il disegno di legge è stato infatti spacchettato data la sua corposità.

La decisione è frutto dell'accordo tra esecutivo e partiti di maggioranza con il quale Pd, Pdl e Udc si sono impegnati a dare il via libera alla riforma prima del summit Ue a patto che il governo trovi una soluzione soddisfacente sugli esodati e che il testo della riforma venga successivamente modificato in alcune sua parti (in particolare flessibilità in entrata e ammortizzatori).

Protesta la Cgil che, per chiedere modifiche al disegno di legge, promuove scioperi e manifestazioni nei territori il 26 e 27 giugno, proprio mentre la Camera varerà la riforma.

VIA LIBERA DI FACCIATA, MONTI APRE A SUCCESSIVE MOFICHE

Ieri sera Palazzo Chigi ha fatto sapere con una nota che il governo ha chiesto al Parlamento di accelerare l'esame sulla riforma del mercato del lavoro "contenendolo entro tempi compatibili con l'esigenza che la legge sia approvata entro il 27 giugno affinché il Consiglio Europeo del 28 giugno possa prendere atto del varo di questa importante riforma strutturale".

Di contro, l'esecutivo si è impegnato "a risolvere tempestivamente, con appropriate iniziative legislative, altri problemi posti dai gruppi parlamentari: la questione degli esodati e alcuni aspetti della flessibilità in entrata e degli ammortizzatori sociali. Su questi temi il governo sta lavorando anche sulla base delle costruttive proposte provenienti dai gruppi di maggioranza".

Il Pd ha chiesto al governo di rinviare di un anno l'entrata in vigore dei nuovi ammortizzatori sociali a fronte della crisi economica in corso. Il Pdl vuole invece maggiore flessibilità su contratti a termine, partite Iva e apprendistato.

L'operato dell'esecutivo, dopo il repentino via libera alla riforma previdenziale subito dopo il suo insediamenti in novembre, sembra aver perso di incisività.

Monti andrà pure in Europa con una riforma approvata, nel tentativo di mostrare ai partner di non aver perso la spinta innovativa del suo governo, ma l'operazione rischia di essere solo di facciata se poi la legge, che già da marzo era stata varata dal governo ed in Senato aveva subito ritocchi su spinta bipartisan dei partiti, sarà soggetta a ulteriori modifiche in un altro provvedimento per tenere buona la politica.

(Francesca Piscioneri)

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