Esodati, copertura insufficiente per banche, pesa su ristrutturazioni-Abi

martedì 19 giugno 2012 13:12
 

ROMA, 19 giugno (Reuters) - La copertura garantita dal governo ai lavoratori esodati non è sufficiente per il settore del credito e per coloro che hanno diritto di accesso ai fondi di solidarietà. Mette inoltre a rischio i piani di ristrutturazione delle banche, secondo il direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini.

Sui 65.000 lavoratori salvaguardati dal governo, secondo l'Abi sarebbero 17.710 quelli impiegati nel settore del credito e negli altri settori dotati di Fondi di solidarietà come Poste, Ferrovie e Monopoli di Stato. Cifra insufficiente perché solo per le banche "alla luce di verifiche effettuate informalmente presso l'Inps, risultano circa 13.000 i titolari di assegno straordinario del credito al 4 dicembre 2011 e circa 7.000 i potenziali percettori di assegno da data successiva (sulla base degli accordi collettivi intervenuti prima)".

L'Abi segnala inoltre l'importanza che vengano attivate presso l'Inps le procedure autorizzative necessarie per gli ingressi al Fondo di solidarietà successivi al 4 dicembre 2011 "tenendo conto che, medio tempore, sono già intervenute cessazioni dal rapporto di lavoro, per accedere al Fondo del credito, per circa 900/1.000 unità, ma le domande sono state rigettate, dalle sedi Inps interessate, in attesa dell'emanazione del decreto".

"Tale situazione comporta gravi ripercussioni sia in ordine all'attuazione dei piani di ristrutturazione aziendale già programmati dalle banche, sia per quanto concerne le tutele reddituali di soggetti privi, al momento, di forme di sostegno economico", spiega Sabatini.

L'Abi evidenzia infine che l'innalzamento a 62 anni di età della permanenza nel Fondo "determina un ulteriore, insostenibile aggravio economico per le imprese che sopportano integralmente a loro carico il costo degli assegni straordinari di sostegno al reddito degli interessati".

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