June 18, 2012 / 3:38 PM / 5 years ago

Spending review, governo studia interventi anche su statali - fonti

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ROMA, 18 giugno (Reuters) - La prima fase della spending review conterrà anche una stretta sul pubblico impiego oltre che interventi per limitare acquisti di beni e servizi.

Secondo quanto riferiscono due fonti governative, il governo vuole agire attraverso il regime di cassa integrazione per i dipendenti pubblici previsto dalla Legge di stabilità del 2012, l'ultimo atto del governo di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti.

Quella legge prevede per i dipendenti pubblici in esubero che non possono essere impiegati in altra sede o mansione la cosiddetta messa "in disponibilità", con un assegno pari all'80% dello stipendio nei successivi 24 mesi.

"Se anche alla fine della disponibilità il lavoratore non può essere ricollocato si procederà con la fine del rapporto di lavoro", dice una delle fonti, per la quale l'intervento riguarderà i dirigenti e i dipendenti oltre i 60 anni che, al termine dei 24 mesi, avranno raggiunto i requisiti per l'accesso alla pensione secondo la riforma targata Elsa Fornero.

L'obiettivo è ottenere una prima riduzione della pianta organica. Le verifiche tuttavia sono ancora in corso perché, dice una seconda fonte governativa, i dipendenti effettivamente in servizio nelle singole amministrazioni sono spesso inferiori al numero previsto teoricamente dalla pianta organica.

Inoltre, il governo vuole ridurre le province del 20% accorpando quelle sotto i 300.000/350.000 abitanti.

"Il taglio fa da apripista a una serie di interventi analoghi su prefetture, questure e sovrintendenze", dice la fonte confermando che il governo vuole rendere operativi i risparmi annunciati con un decreto legge da approvare prima del Consiglio europeo in agenda il 28 e il 29 giugno prossimi.

Per definire gli interventi Patroni Griffi vedrà domani il ministro per i Rapporti con il Parlamento e responsabile della spending review, Piero Giarda, insieme con il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri. Mercoledì il ministro della Funzione pubblica dovrebbe avere uno scambio di idee anche con il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi.

Il 30 aprile Palazzo Chigi ha annunciato tagli da 4,2 miliardi tra giugno e dicembre 2012. Il 14 giugno Giarda ha detto che il governo vuole portare i risparmi a 5 miliardi.

Ridurre la spesa pubblica di 5 miliardi negli ultimi sette mesi del 2012 equivale ad avere circa 8,5 miliardi di risparmi strutturali dal 2013.

È più probabile, però, che il decreto sia operativo da luglio. In questo caso i tagli si riferirebbero al secondo semestre e la dote del 2013 aumenterebbe a 10 miliardi.

Oltre a garantire gli obiettivi di riduzione del disavanzo concordati con l'Unione europea, in questa prima fase la spending review serve a raccogliere le risorse necessarie per eliminare, in tutto o in parte, l'aumento dell'Iva previsto da ottobre e per finanziare la ricostruzione nei territori emiliani colpiti dal sisma di fine maggio.

(Giuseppe Fonte)

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