June 14, 2012 / 3:35 PM / 5 years ago

PUNTO 1-Imco-Sinergia, Tribunale dichiara fallimento holding Ligresti

5 IN. DI LETTURA

(Aggiorna con dettagli da sentenza)

di Sara Rossi

MILANO, 14 giugno (Reuters) - Il Tribunale fallimentare di Milano, al termine della camera di consiglio collegiale iniziata ieri, ha deciso di accogliere la richiesta avanzata dalla procura e ha decretato il fallimento di Sinergia e Imco, holding della famiglia Ligresti, gravate da debiti per 400 milioni di euro.

Lo si evince dalla sentenza, letta da Reuters, con cui i giudici Roberto Fontana, Filippo Lamanna e Filippo D'Aquino hanno respinto le richieste dei legali delle due società che avevano chiesto altre due settimane per la presentazione del piano di salvataggio, per il quale le banche creditrici avevano manifestato una disponibilità di massima.

Le due holding dei Ligresti controllano oltre il 20% di Premafin.

La bozza del piano, che non è stato poi presentato, prevedeva la vendita di immobili per 293 milioni di euro al fondo Hines che si sarebbe accollato 243 milioni di debiti e avrebbe pagato 50 milioni cash, destinati in parte al fisco, in parte ad altri fornitori.

"Non C'e' Accordo, Ingiustificato Un Rinvio"

"Alla data del 12 giugno 2012 nessun accordo è stato raggiunto - scrivono i giudici sul piano di salvataggio - ... non solo l'accordo con le banche creditrici", che rappresentano la maggior parte dell'indebitamento della società "non è stato per nulla raggiunto, ma è ancora sottoposto a una serie di condizioni future ed incerte".

"Questo dimostra semmai l'insuccesso dei tentativi sinora svolti al fine di ristrutturare l'indebitamento della società resistente - scrivono ancora i giudici nella sentenza - il che rende già solo per questo del tutto inopportuna, oltre che ingiustificata, la concessione di un ulteriore rinvio della decisione".

"Aggiungasi inoltre che le banche creditrici non si sono dimostrate disponibili a finanziare direttamente detto accordo di ristrutturazione, essendo l'operazione finanziaria affidata al fondo Hines, il che dimostra come le stesse banche - anche sotto tale profilo - non abbiano dimostrato un'adeguata disponibilità al piano di ristrutturazione proposto dalla resistente, se non ricorrendo a back up facilities da erogare eventualmente e successivamente all'omologa dell'accordo di ristrutturazione e non anche a titolo di finanza ponte".

"Allo stato, dunque, come lo stesso fondo Hines dichiara in data 12 giugno 2012 sono state sottoscritte quote per 20 milioni euro sulla maggior somma di almeno 50 milioni di euro, il che dimostra come non sia stata raggiunta nenache la quota del 50% dei potenziali sottoscrittori delle quote necessarie a consentire il funzionamento del fondo", scrivono i giudici per quel che riguarda Imco.

"Tali elementi conducono concordemente a ritenere che la richiesta di rinvio non sia supportata da sufficienti elementi di serietà - argomentano i giudici - D'altra parte la peculiare delicatezza del caso di specie, conseguente alla dimensione economica e alla notorietà delle società resistenti, quali componenti di un gruppo assicurativo-immobiliare in crisi di cui la stampa dà quotidiane notizie, e ai conseguenti rischi di inquinamento dei valori di mercato delle partecipazioni e di aggiotaggio relativo alle società collegate, alcune delle quali quotate in borsa, inducono a ritenere che un ulteriore differimento della decisione sia quanto meno inopportuno".

Liquidita' Insufficiente Anche Per Soli Oneri Finanziari

I giudici citano il rapporto della procura che evidenzia una "situazione di insolvenza del gruppo Sinergia-Imco con un indebitamento del gruppo nei confronti del ceto bancario per complessivi 400 milioni di euro, nonché di altri creditori per 60 milioni di euro, di cui 12,5 milioni nei confronti dell'Istituto Oncologico Europeo" e disponibilità liquide "assai esigue" (2,6 milioni euro) e insufficienti a ripianare anche i soli oneri finanziari dei debiti bancari e commerciali".

Il Tribunale fallimentare, citando "una situazione di gravissimo squilibrio finanziario, la consumazione di atti potenzialmente revocabili quali le dationes in solutum, l'emersione di sempre maggiori oneri finanziari, il rischio di consolidamento di garanzie ipotecarie giudiziali, i rischi che potrebbero ingenerarsi sulle società controllate, anche quotate in borsa", stabilisce che "non può ritenersi possibile, né opportuna, né giustificata un'ulteriore protrazione della procedura prefallimentare".

I giudici dichiarano quindi il fallimento delle due società, nominando i curatori fallimentari, "il dottor Carlo Bianco, il dottor Piero Canevelli e l'avvocato Marco Moro Visconti" per Imco e "il dottor Ignazio Arcuri, il dottor Silvano Cremonesi e l'avvocato Cesare Franzi" per Sinergia.

Oggi l'AD di UniCredit Federico Ghizzoni, ha detto che il destino di Sinergia e Imco non influirà sul piano di integrazione del gruppo Fonsai con Unipol.

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