PUNTO 2 - Spending review, tagli 2012 a 5 mld da 4,2 - Giarda

giovedì 14 giugno 2012 19:31
 

(Aggiunge fonte governativa al 4° paragrafo, dettagli al 6°)

ROMA, 14 giugno (Reuters) - Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, conferma che il governo vuole aumentare i tagli attesi dalla spending review nel 2012 a "circa 5 miliardi" dai 4,2 annunciati il 30 aprile scorso.

"I maggiori tagli serviranno per aumentare i fondi destinati alle aree terremotate", aggiunge il ministro spiegando che il Consiglio dei ministri affronterà il dossier domani.

Il governo vuole rendere operativi i risparmi di spesa attraverso un decreto legge che dovrebbe essere varato comunque prima del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno.

Una fonte governativa spiega che con tutta probabilità il comitato sulla spending review si riunirà martedì 19 giugno per fare il punto sull'operazione.

Oltre a garantire gli obiettivi di deficit concordati con l'Unione europea e a reperire nuovi fondi con cui finanziare la ricostruzione in Emilia Romagna, in questa fase l'obiettivo principale della spending review è rimandare al 2013 l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto previsto negli ultimi tre mesi del 2012, che dovrebbe costare poco più di 3 miliardi.

Ridurre la spesa pubblica di 5 miliardi tra giugno e dicembre del 2012 equivale ad avere circa 8,5 miliardi di risparmi strutturali dal 2013. Se invece i tagli si riferissero al secondo semestre la dote aumenterebbe a 10 miliardi dal prossimo anno. Risorse cospicue ma non sufficienti a compensare del tutto il mancato aumento dell'Iva, dal quale il Tesoro si aspetta 13,12 miliardi nel 2013 e 16,4 miliardi nel 2014.

La vera partita si giocherà a settembre. A condizione di trovare le risorse necessarie, il governo sterilizzerà l'Imposta sul valore aggiunto attraverso la Legge di stabilità, che deve essere varata entro metà ottobre. L'alternativa sarebbe limitare solo in parte l'aumento dell'Iva.

L'operazione è complessa ed è resa più complicata dall'andamento negativo del gettito tributario erariale, che nei primi quattro mesi dell'anno ha mostrato un calo di 3,5 miliardi rispetto alle più recenti previsioni del governo, diffuse il 18 aprile scorso con il Documento di economia e finanza (Def).   Continua...