June 14, 2012 / 4:00 PM / 5 years ago

Dismissioni, domani governo potrebbe esaminare conferimento Sace, Fintecna a Cdp

6 IN. DI LETTURA

* Operazione dà a Cdp leva per acquisto asset pubblici

* Interventi per ridurre debito prima di pausa estiva

* Nel mirino immobili pubblici e spa di Regioni, enti locali

di Giuseppe Fonte e Stefano Bernabei

ROMA, 14 giugno (Reuters) - Il Consiglio dei ministri potrebbe esaminare domani la cessione di Sace e Fintecna, controllate dal Tesoro, alla Cassa depositi e prestiti, che è fuori del perimetro della pubblica amministrazione, gettando le prime basi del piano di riduzione del debito pubblico.

Lo riferiscono due fonti governative dopo che ieri, da Berlino, il premier Mario Monti ha annunciato in tempi brevi il varo di "atti concreti" per cedere "attività mobiliari e immobiliari del settore pubblico".

"Il dossier è in fase avanzata", dice una delle fonti che chiede di mantenere l'anonimato.

"Il progetto potrebbe andare sul tavolo del governo già domani", ha detto la seconda persona vicina al dossier sentita da Reuters.

Sace e Fintecna, secondo uno studio recente di Mediobanca, valgono oltre 9 miliardi di euro.

La Cdp è controllata al 70% dal Tesoro e al 30% da fondazioni bancarie.

Con questa operazione si avrebbe un effetto positivo sui conti pubblici, portando fuori del perimetro della Pa i debiti delle due società, e si doterebbe la Cdp di un patrimonio maggiore che le consentirebbe di aumentare la sua capacità di raccolta sul mercato per una eventuale operazione di abbattimento dello stock di debito.

Con più capitale Cdp potrebbe fare più emissioni con cui finanziare acquisti di patrimonio pubblico, magari tramite suoi Fondi immobiliari già costituiti o di nuova costituzione.

Il piano per cedere attivi dello Stato non riguarda solo Sace e Fintecna. Monti ieri ha parlato di cessioni del patrimonio pubblico "prevalentemente a livello regionale e comunale". Nel mirino ci sono gli immobili pubblici e le società controllate da Regioni ed enti locali.

"I primi interventi saranno adottati tra giugno e luglio. Le norme per cedere alcune tipologie di asset già esistono", dice una delle fonti.

Per Cessione Immobili Pubblici Congiuntura Difficile

Un veicolo per la cessione di immobili pubblici già esiste ed è la società di gestione del risparmio prevista dalla prima manovra correttiva del 2011, la legge 111. L'articolo 33 prevede che il Tesoro possa costituire uno o più fondi d'investimento "al fine di partecipare in fondi d'investimento immobiliari chiusi promossi da regioni, province, comuni al fine di valorizzare o dismettere il proprio patrimonio immobiliare disponibile". Le azioni della Sgr, in base a quanto prevede la manovra, potrebbero essere trasferite dal Tesoro "a titolo gratuito all'Agenzia del Demanio".

Un'altra norma, contenuta nella Legge di stabilità del 2012, pone le basi per conferire gli immobili dello Stato centrale "ad uno o più fondi di investimento immobiliare" o, in alternativa, a società di nuova costituzione. Attraverso un decreto amministrativo il governo deve individuare gli immobili da vendere prevedendo "una quota non inferiore al 20% delle carceri inutilizzate e delle caserme assegnate in uso alle forze armate".

L'operazione, tentata negli anni da governi di diverso colore, è comunque complessa e continua a incontrare numerose resistenze.

Solo pochi giorni fa il direttore generale del Demanio, Stefano Scalera, ha detto a Reuters che in questa fase "il problema è trovare gli acquirenti e trovarli al prezzo giusto", a causa della congiuntura negativa e delle difficoltà di accesso al credito. Una situazione che ha spinto il Demanio a puntare nell'immediato sulle concessioni più che sulle vendite. .

Il fatto che in uno studio di settembre 2011 proprio Scalera, allora dirigente del Tesoro, quantificasse in 25-30 miliardi il valore degli immobili vendibili, lascia intuire quanto difficili possano essere oggi le condizioni di mercato.

Nonostante le difficoltà, il governo sembra orientato ad andare avanti. La direttiva di Monti sulla spending review, diffusa a fine aprile, prevede la "restituzione all'Agenzia del demanio degli immobili di proprietà pubblica eccedenti i fabbisogni" delle amministrazioni. Una mossa propedeutica ai piani di cessione.

Ridurre Il Perimetro Della Pa Ridando Spazio Al Privato

Le società controllate da regioni ed enti locali sono da tempo nel mirino del governo Monti come del precedente esecutivo guidato da Silvio Berlusconi.

Parlando a Santa Margherita Ligure, il vice ministro dell'Economia Vittorio Grilli ha ribadito l'8 giugno scorso che il processo di spending review si basa anche sull'esigenza di "ridare al privato un bel pezzo di quello che oggi è pubblico".

"Se vogliamo renderci conto della macchina della Pa, oggi si impiegano 3,3 milioni di persone e di questi quello che nell'immaginifico è lo Stato, ovvero i ministeri, occupa circa 180.000 persone, il 6% dell'intera macchina", ha aggiunto Grilli parlando ai giovani imprenditori riuniti in Liguria.

Il documento messo a punto da Scalera ipotizzava la creazione di holding delle partecipazioni in cui accentrare i servizi, con obiettivi di sinergie di costo e controllo della spesa. La holding, nelle intenzioni del precedente esecutivo, avrebbe dovuto facilitare fusioni tra aziende simili di territori vicini e cessioni ai privati di quote di holding multisettoriali.

Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha ripreso in parte questo schema. Nel vertice di maggioranza del 15 aprile scorso, Passera ha annunciato misure per "forzare il consolidamento delle aziende di trasporto pubblico locale attraverso una forte apertura del settore alla concorrenza".

-hanno contribuito Paolo Biondi da Roma e Luca Trogni da Milano

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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