PUNTO 1-Italia, banche non in situazione similare a Spagna-analista S&P

martedì 12 giugno 2012 18:11
 

(aggiunge dichiarazioni analista S&P)

di Giulio Piovaccari

MILANO, 12 giugno (Reuters) - Le banche italiane non sono in una situazione similare a quella delle banche spagnole, per la ristrutturazione delle quali la zona euro ha appena concordato un prestito fino a 100 miliardi di euro.

Lo ha detto a Reuters il direttore istituzioni finanziarie di Standard & Poor's Roberto Panichi, che sottolinea come sulle banche italiane sia minore il peso dell'andamento del settore immobiliare.

"Non riteniamo che le banche italiane siano in una condizione similare [a quelle spagnole], sia perché la loro esposizione al settore immobiliare è più contenuta, sia perché riteniamo che in Italia non vi siano rischi di una forte riduzione dei prezzi degli asset immobiliari come accaduto in Spagna" afferma l'analista dell'agenzia di rating.

Panichi spiega tuttavia che in questa fase di recessione economica il settore bancario italiano sta soffrendo le conseguenze delle tensioni sul debito sovrano "in particolare in relazione alla capacità di accedere al mercato wholesale e al costo della raccolta istituzionale ma anche al dettaglio". Anche perché, si fa presente, "l'incremento dei titoli governativi in pancia alle banche italiane, ad oggi superiore a quello di altri sistemi bancari europei, determina un ulteriore rafforzamento del legame diretto tra le banche e il rischio sovrano".

Allo stesso tempo, puntualizza l'analista, "la recessione sta causando l'emersione di nuovo credito deteriorato che si somma a quello accumulato negli anni precedenti a partire dal 2008", mentre una redditività che rimane piuttosto bassa per il settore riduce "il cuscinetto disponibile per assorbire eventuali forti incrementi delle perdite su crediti".

Tra gli elementi che invece possono rappresentare un fattore di alleggerimento delle pressioni, nota S&P, gli istituti del paese possono beneficiare di una "percentuale relativamente elevata di raccolta stabile proveniente dalle famiglie, che conferma il loro forte radicamento territoriale".

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