12 giugno 2012 / 12:34 / 5 anni fa

Fisco, Svizzera e Italia sono concordi in lotta evasione - Monti

* Monti non scopre carte su condizioni Italia per accordo

* Italia ribadisce centralità lotta evasione

* Svizzera dice di non volere capitali non dichiarati

* Il nodo della sanatoria resta sul tavolo

di Giuseppe Fonte

ROMA, 12 giugno (Reuters) - Svizzera e Italia hanno "l'obiettivo comune di contrastare l'evasione fiscale" e la volontà di concludere "bene e presto" il negoziato avviato per tassare i capitali detenuti illecitamente in territorio elvetico da cittadini italiani.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, nella conferenza stampa congiunta con la presidente svizzera Eveline Widmer-Schlumpf al termine dell'incontro a Palazzo Chigi.

La Svizzera vuole siglare con l'Italia un accordo analogo a quello raggiunto con Gran Bretagna, Austria e Germania e noto come Schema Rubik, che prevede anche una sanatoria per le imposte evase nel passato.

Monti ha evitato di scoprire troppo le carte limitandosi a sottolineare "il buon andamento del gruppo di lavoro bilaterale" sulla doppia imposizione e sullo scambio di informazioni.

Per parte sua Eveline Widmer-Schlumpf ha detto che "la Svizzera vuole un piazza finanziaria forte, senza denaro non dichiarato".

Alla domanda se l'accordo possa vedere la luce entro fine 2012, Monti ha così risposto: "Mi è difficile prevedere una data ma credo che concludere il negoziato bene e presto sia la volontà che accomuna i nostri due governi".

La Svizzera ha fatto del segreto bancario uno strumento centrale per attirare capitali nei caveau delle sue banche, ma negli ultimi anni è finita nel mirino di diversi governi europei, che puntano sulla lotta all'evasione fiscale per compensare il mancato gettito dovuto alla recessione.

In assenza di informazioni attendibili, negli ultimi mesi si sono rincorse stime di ogni genere sulle attività depositate dagli italiani in Svizzera. Alcune di queste arrivano a ipotizzare cifre fino a 200 miliardi di euro.

IL NODO DELLA SANATORIA

Seguire lo Schema Rubik significa siglare un accordo basato su due elementi: una sanatoria sulle imposte evase nel passato e l'attribuzione alla Svizzera del ruolo di sostituto di imposta per lo Stato italiano sulle tasse da versare in futuro.

Pagando un'imposta su redditi e utili da capitali gli italiani con attivi in Svizzera potrebbero continuare a mantenere l'anonimato. In cambio l'Italia smetterebbe di considerare la Svizzera un paradiso fiscale.

La Germania ha siglato un accordo che prevede l'imposizione di una tassa tra il 21 e il 41% sui fondi detenuti in Svizzera per chiudere i conti con il passato più un'aliquota del 26% su redditi e utili da capitale per il futuro.

Monti ha ribadito oggi la centralità della lotta all'evasione nell'ambito della politica fiscale ma non ha detto esplicitamente di essere favorevole a un'intesa che possa comprendere anche un condono fiscale.

"La Svizzera ha il grande merito di avere una tradizione storica e una cultura di stabilità della moneta ed è un paese che ha un ruolo particolare da giocare anche contro l'evasione fiscale", ha detto il Capo del governo italiano.

Alla domanda se l'Italia stia valutando di firmare un accordo che preveda anche un condono, una fonte di Palazzo Chigi risponde: "Abbiamo appena aperto un dialogo con la creazione di un gruppo di lavoro, quindi è prematuro affermare a quale forma di accordo si arriverà".

Fino al mese di febbraio Monti si era mostrato più critico sullo Schema Rubik.

Parlando da Bruxelles, il 21 febbraio il presidente del Consiglio aveva detto che bisogna procedere attentamente con la Svizzera, "perché ciò che può apparire un attacco [agli evasori che depositano attivi nei paradisi fiscali] può anche essere un condono".

Il governo ha cominciato a mostrare maggiore apertura dopo che Berna ha accettato di rivedere alcuni aspetti delle intese con gli altri Stati europei per evitare censure da parte della Commissione europea.

"Quando abbiamo avuto la certezza che la Commissione europea considerava conformi alla normativa comunitaria i tre accordi (fiscali) stretti da tre Stati membri con la Svizzera, noi non abbiamo avuto più ostacoli al negoziato tranne che per il Ticino e per il lavoro", ha detto Monti ricordando che la vertenza sui lavoratori frontalieri si è chiusa all'inizio dello scorso mese.

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