Governo, Monti difende Catricalà da attacchi, ma chiede "lealtà"

lunedì 11 giugno 2012 08:06
 

ROMA, 11 giugno (Reuters) - Il presidente del Consiglio Mario Monti ha difeso il sottosegretario Antonio Catricalà dall'accusa di essere emanazione dei "poteri forti" che "remano sistematicamente contro" il governo e la sua politica, ma ha avvertito al tempo stesso che senza "correttezza" e "lealtà" non esiterebbe ad allontanare i suoi collaboratori.

In una lettera alla "Repubblica" pubblicata oggi, il premier ha risposto alle accuse lanciate dal fondatore del quotidiano, Eugenio Scalfari, secondo cui Catricalà, il capo di gabinetto del ministero dell'Economia Vincenzo Fortunato e il ragioniere generale del Tesoro Mario Canzio, nominati dal centrodestra o a esso vicini, "sono sicuramente poteri forti e... contrari alla linea del governo, come ogni giorno i loro comportamenti dimostrano".

Nei giorni scorsi, era stato Monti a dire che il suo esecutivo aveva perso il sostegno dei cosiddetti "poteri forti", facendo anche un riferimento indiretto alle critiche espresse dal "Corriere della Sera".

Nella lettera a "Repubblica", il premier ha detto che quando ha nominato Catricalà e confermato Fortunato e Canzio "non ero certo all'oscuro dei loro rispettivi percorsi di carriera, né di chi avesse avuto un ruolo decisivo nel valorizzarli in passato".

Ma al tempo stesso, anche data la natura composita della maggioranza che sostiene il governo, Monti ha spiegato che "non avrei potuto - ma neppure voluto - evitare di prendere in considerazione professionalità di valore solo perché erano 'creature' di Gianni Letta o di (Giulio) Tremonti. O di (Pier Luigi) Bersani, (Pier Ferdinando) Casini o (Angelino) Alfano".

Il presidente del Consiglio ha aggiunto di non aver "avuto finora alcun motivo per rammaricarmi delle scelte che ho fatto", ma anche avvertito che "nel caso riscontrassi in loro... anche un solo caso di mancata correttezza o lealtà, non esiterei a privarmi della loro collaborazione".

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