Spending review, prende corpo ipotesi aumento tagli a 5 mld - fonte

venerdì 8 giugno 2012 18:15
 

ROMA, 8 giugno (Reuters) - Diventa sempre più solida l'ipotesi di aumentare a circa 5 miliardi, dai 4,2 annunciati dal governo il 30 aprile, i tagli attesi nel 2012 dalla spending review.

Lo dice una fonte governativa dopo che oggi il vice ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, ha detto che il processo di analisi mirata della spesa pubblica potrebbe riservare sorprese positive.

"La decisione sarà presa martedì. Ci sono ancora verifiche in corso ma l'orientamento è di aumentare i tagli a circa 5 miliardi di euro", spiega la fonte.

Il 12 giugno si riunirà per la seconda volta il comitato sulla spending review, presieduto dal presidente del Consiglio Mario Monti e composto, oltre che da Grilli e dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, dal titolare della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà.

"I 5 miliardi servono per evitare l'aumento dell'Iva e trovare altri soldi per la ricostruzione" dei territori emiliani colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio, aggiunge la fonte confermando che i tagli diverranno operativi attraverso un decreto legge che vedrà la luce tra fine giugno e i primi giorni di luglio.

Rimandare al 2013 l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto previsto negli ultimi tre mesi del 2012 costa poco più di 3 miliardi, secondo la relazione tecnica allegata dal Tesoro alla manovra di dicembre.

Ridurre la spesa pubblica di 5 miliardi tra giugno e dicembre del 2012 equivale ad avere circa 8,5 miliardi di risparmi strutturali dal 2013, risorse cospicue ma non sufficienti a compensare del tutto il mancato aumento dell'Iva, dal quale il Tesoro si aspetta 13,12 miliardi nel 2013 e 16,4 miliardi nel 2014.

A condizione di trovare tutte le risorse necessarie, la fonte dice che è la nuova Legge di stabilità, attesa entro metà ottobre, lo strumento con il quale il governo punta a eliminare del tutto l'incremento dell'Iva.

L'operazione è complessa e resa più complicata dall'andamento negativo del gettito tributario erariale, che nei primi quattro mesi dell'anno ha mostrato un calo di 3,5 miliardi rispetto alle più recenti previsioni del governo diffuse il 18 aprile scorso con il Documento di economia e finanza (Def).   Continua...