8 giugno 2012 / 09:04 / 5 anni fa

PUNTO 2-Decreto Sviluppo, Grilli nega contrasti con Passera

* Per vice ministro Economia dl richiede interventi complessi

* Passera riconosce che risorse per crescita sono scarse

* Bersani chiede a Monti segnali concreti

* Bonanni contro il governo: rinvio decreto atto grave (Accorpa pezzi e aggiunge background e dichiarazioni)

di Luca Trogni

SANTA MARGHERITA LIGURE, 8 giugno (Reuters) - Il decreto Sviluppo non è ancora stato varato perché si tratta di un provvedimento complesso e non perché vi siano ritardi o contrasti con il ministro Corrado Passera.

A dirlo è il vice-ministro dell'Economia Vittorio Grilli, smentendo indiscrezioni di stampa su divisioni in seno all'esecutivo che avrebbero portato a non affrontare il tema ieri in Consiglio dei ministri. E il ministro dello Sviluppo gli fa eco affermando che il governo deve confrontarsi con la durezza della crisi e tenere i conti sotto controllo, per questo pensare alla crescita richiede un grande sforzo.

Il decreto Sviluppo "è uno dei tanti provvedimenti di riforma del nostro paese, la sua complessità richiede un'analisi attenta e collaborazione da parte di tutti", ha detto Grilli, a margine del convegno dei Giovani Industriali, nel giorno in cui Istat rende noto che anche il secondo trimestre è iniziato in modo negativo per l'industria italiana. Ad aprile, infatti, la produzione ha registrato un calo dell'1,9% su mese, portando il calo annuo al massimo (-9,2%) da fine 2009.

"Quindi penso non si possa parlare di ritardo. È un processo di collaborazione e affinamento" ha aggiunto.

In un messaggio inviato alle assise Acri di Palermo, Passera ha scritto: "E' indubbio che viviamo un momento molto difficile in cui le risorse sono scarse e maggiori sono le difficoltà delle amministrazioni pubbliche impegnate, sia a livello centrale sia a livello locale, in un grande sforzo di rigore e costruzione delle condizioni di un nuovo rilancio".

Secondo le ricostruzioni, ieri sono emersi contrasti tra Passera da un lato, Grilli, il sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà e il Ragioniere generale Mario Canzio dall'altro che hanno impedito di discutere in Consiglio dei ministri il provvedimento preparato dallo stesso ministro dello Sviluppo.

Il rinvio deriva dalla difficoltà di trovare risorse adeguate da mettere a copertura delle numerose agevolazioni fiscali contenute nel pacchetto messo a punto da Passera, in particolare sugli incentivi per le imprese e sull'aumento della soglia delle compensazioni tra crediti fiscali, misura che è addirittura saltata.

PRESSING BERSANI, PARTI SOCIALI

Il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani ribadisce che l'ipotesi di elezioni anticipate non è sul tavolo ma sollecita il governo ad approvare misure in grado di attenuare la morsa della crisi.

"Qualche segno concreto deve venire, siamo in una situazione difficile" anche se "per noi la legislatura si chiude nel 2013 con questo governo", ha detto Bersani alla direzione nazionale del Pd in corso a Roma.

E tra i provvedimenti per lo sviluppo chiede "qualche margine in più per gli investimenti" dei comuni e si dice contrario all'abbassamento dell'aliquota per la detrazione delle spese per la riqualificazione energetica degli immobili.

Circa le frizioni con Passera, Grilli si è detto "abbastanza sorpreso nel leggere i giornali perché con il ministro ma anche con gli altri colleghi e con la Ragioneria abbiamo un rapporto collaborativo".

"Quindi direi che la ricostruzione giornalistica dal mio punto di vista non rispecchia assolutamente lo stato dell'arte di cosa stiamo facendo", ha detto il vice-ministro, che non ha voluto esprimersi sulla ricostruzione di un Passera arrabbiato per lo stop. "Dovete chiederlo a lui, dal mio punto di vista non ho assolutamente nessuna evidenza di qualcosa che non sia grande collaborazione e spirito di intesa".

Spiegazioni che non convincono il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale il rinvio del decreto sviluppo rappresenta un fatto grave, "ennesimo passo falso del governo".

"Con un lungo lavoro preparatorio, il ministro Passera aveva positivamente predisposto provvedimenti per dare impulso agli investimenti in settori cruciali per la nostra economia...Questo ennesimo stop è un fatto davvero incredibile... Ancora una volta sono emerse due linee diverse nel governo", si legge in una nota.

Il neo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, preferisce non alimentare ulteriori polemiche con il governo, dopo che ieri il premier Mario Monti si è lamentato con le imprese di non aver capito la portata della riforma del mercato del lavoro, e anzi garantisce il sostegno a tutte le misure per lo sviluppo che saranno adottate.

"Sosterremo tutto quello che il governo farà per ritrovare lo sviluppo. Su questo potrà contare sul nostro pieno supporto", ha detto Squinzi a margine del convegno dei Giovani Imprenditori.

"Abbiamo talmente tante preoccupazioni che assolutamente non mi sembra sia il momento di fare polemiche", ha tagliato corto.

(Hanno collaborato Alberto Sisto da Palermo, Antonella Ciancio)

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