6 giugno 2012 / 14:58 / tra 5 anni

SINTESI - Bce ha discusso taglio tassi, ma Draghi prende tempo

* Decisione tassi a maggioranza, alcuni ma “non molti” per taglio

* Draghi meno ‘colomba’ delle attese, raffredda prospettiva terzo ‘ltro’

* Timori su zona euro non infondati ma non si sottovaluti impegno politico

* Stime trimestrali staff confermano attese Pil 2012, rivisto leggermente al ribasso 2013

FRANCOFORTE, 6 giugno (Reuters) - Il consiglio mensile Bce ha confermato il costo del denaro sui livelli attuali adottando però la decisione a maggioranza e non all‘unanimità, dal momento che alcuni - anche se “non molti” - avrebbero preferito già oggi un taglio dei tassi.

E’ il messaggio veicolato alla stampa dal presidente Mario Draghi al termine della riunione che ha ribadito l‘1% per le operazioni principali di rifinanziamento del sistema bancario.

Mentre sulla scena europea si profilano gli appuntamenti clou con la nuova tornata elettorale greca del 17 giugno e con il consiglio Ue di fine mese, super-Mario prende dunque tempo - come del resto comprensibile - lasciando soltanto intravvedere la possibilità di una prossima mossa espansiva.

“Si è arrivati alla decisione [sui tassi] con un voto a maggioranza e la discussione è stata molto approfondita. C‘è stato un ampio consenso. Alcuni consiglieri, direi non molti, hanno chiesto e avrebbero preferito un taglio oggi” spiega ai giornalisti.

Piuttosto confusa la reazione dei mercati finanziari alle parole del banchiere centrale.

Se in un primo tempo ci si è concentrati sulla retorica meno morbida delle attese e un banchiere centrale, rivelatosi meno ‘colomba’ di quanto almeno una parte del mercato scommettesse, poi, complice il ritorno degli operatori londinesi, sono prevalse le prese di beneficio sugli asset a rischio minore dopo i massicci flussi di acquisti rifugio delle ultime sedute.

L‘inquilino dell‘Eurotower presenta quindi un aggiornamento trimestrale delle stime dello staff che coglie lievemente in contropiede il consensus degli analisti. Confermata rispetto a marzo la stima sul Pil 2012 e corretta lievemente al ribasso quella sull‘anno prossimo, mentre le proiezioni di inflazione rivelano un semplice restringimento del range, passando da 2,1-2,7% a 2,3-2,5% per quest‘anno e da 0,9-2,3% a 1,0-2,2% per il 2013.

BCE NON PUO COLMARE VUOTO LASCIATO DA POLITICA

Se resta improntato a elevata incertezza lo scenario macro per i prossimi mesi, con maggiori rischi al ribasso sulla crescita economica, non spetta però alla Bce - che non ha nessuna “bacchetta magica per risolvere la crisi” - colmare il vuoto derivante dalla paralisi politica.

E’ in quest‘ottica che Draghi respinge la pressioni - soltanto di ieri quella Fmi, secondo cui Francoforte ha margine per tagliare - per un maggior coinvolgimento dell‘istituto centrale sul fronte della crisi.

A esplicita domanda sulla possibilità di una terza operazione di rifinanziamento extra-lunga (‘ltro’) il presidente ribatte osservando che numerosi indicatori di stress sono lievemente migliorati e occorre ancora attendere che si dispieghino pienamente gli effetti del secondo intervento.

“Alcuni problemi della zona euro non hanno niente a che vedere con la politica monetaria. Di questo bisogna essere consapevoli: non credo sia giusto che la Bce compensi l‘inerzia delle altre istituzioni”.

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