Riforma elettorale, in stand-by in attesa emendamento Pdl su semipresidenzialismo

lunedì 4 giugno 2012 15:22
 

ROMA, 4 giugno (Reuters) - In attesa che, entro una settimana, il Pdl presenti la sua annunciata proposta di riforma semipresidenzialista sotto forma di emendamento in Senato alla riforma costituzionale, resta bloccata la discussione su una riforma elettorale che pure era già stata concordata a grandi linee fra Pdl, Pd e Udc.

Lo ha detto a Reuters l'ex presidente della Camera Luciano Violante che guida la delegazione di esperti del Pd sulle riforme, e che propone al Pdl di votare in questo termine di legislatura un sistema elettorale a doppio turno e una "serie legge sul conflitto d'interessi" e di varare il presidenzialismo col prossimo Parlamento.

"Non convocherò il tavolo [con gli altri partiti] fino a che non sarà chiaro cosa succederà con l'emendamento sul semipresidenzialismo", ha detto Violante.

La discussione in aula a Palazzo Madama sulla proposta di legge costituzionale concordata in commissione con il sostegno dei partiti che sostengono il governo del premier Mario Monti comincerà ufficialmente giovedì 7 giugno, ma per presentare gli emendamenti al testo c'è tempo fino al lunedì 11 giugno.

"IL PROBLEMA E' POLITICO"

"Il problema è politico, se l'emendamento passa o non passa. Perché se passa serve il sistema elettorale a doppio turno, se no si può andare avanti con la proposta che abbiamo concordato", ha detto ancora Violante, aggiungendo che l'esito del voto del Senato non sembra prevedibile.

Nei mesi scorsi Pd, Pdl e Udc hanno definito due pacchetti di riforme. Uno costituzionale, che prevede tra l'altro la riduzione del numero dei parlamentari, la differenziazione dei compiti tra Camere e il meccanismo della "sfiducia costruttiva" per i governi in carica. L'altro elettorale, che prevede un doppio sistema di elezione dei parlamentari, in parte in collegi uninominali maggioritari e in parte su liste bloccate elette col proporzionale.

Dopo il primo turno delle recenti elezioni amministrative il Pd ha suggerito però di adottare un sistema in gran parte a doppio turno. Mentre, subito dopo i ballottaggi, il Pdl ha proposto l'elezione diretta del presidente della Repubblica. Entrambi i partiti hanno evocato il rischio di frammentazione politica per giustificare le nuove proposte.   Continua...