Mps, forse ha troppi titoli Stato per sue dimensioni-Profumo

venerdì 1 giugno 2012 13:22
 

BERLINO, 1 giugno (Reuters) - Banca Mps ha forse troppi titoli di debito italiani in portafoglio. Lo ha detto il presidente della banca senese Alessandro Profumo parlando a margine di un evento organizzato a Berlino nello stabilimento Chemie del gruppo Menarini, il cui socio di controllo, la famiglia Aleotti, è entrata in Mps con un quota del 4%.

"Dobbiamo essere sempre più selettivi avendo la preoccupazione dietro le spalle dei titoli di stato in portafoglio. Il Monte dei Paschi forse ne ha troppi rispetto alle sue dimensioni", ha detto Profumo.

"Non ci dobbiamo sentire colpevoli", ha però osservato il presidente di Mps. Già in occasione delle ultime conference con gli analisti anche l'amministratore delegato Fabrizio Viola aveva evidenziato che i circa 26 miliardi di titoli di stato italiani in portafoglio costituiscono un ammontare troppo elevato e che dovrà essere progressivamente ridotto.

A fronte di questa esposizione l'Autorità bancaria europea (Eba) ha calcolato che Mps debba coprire con 3,267 miliardi di capitale core aggiuntivo, entro giugno, il maggior rischio legato alla caduta di prezzo di queste obbligazioni pubbliche italiane. Mps sta coprendo questo buffer con una serie di azioni che presenterà a metà mese e che prevedono anche l'opzione di una emissione di Coco's bond, titoli che si convertono automaticamente in azioni Mps se il Core Tier1 della banca scende sotto una soglia critica.

"La situazione va gestita bene e sono sicuro che comunque lo Stato italiano pagherà", ha detto Profumo a proposito dell'esposizione di Mps in titoli di Stato.

Più in generale il presidente della banca senese ha ribadito la necessità per Mps di un veloce cambio di passo nella capacità di generare redditività, assicurare adeguata liquidità e avere solida struttura patrimoniale.

"Le banche come tutte le aziende dovranno cambiare, Mps ha le possibilità di essere molto veloce nel cambiamento, anche perche' spinta a farlo".

Nel Suo intervento, Profumo, che è stato per 13 anni amministratore delegato di Unicredit, aveva spiegato che "le banche avranno probabilmente meno clienti, piu' grandi e con relazioni piu' profonde. Dovranno fare meno cose e meglio".

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