May 22, 2012 / 2:22 PM / 5 years ago

PUNTO 1 - Debiti Pa, 20-30 mld di risorse già in 2012 - Monti

7 IN. DI LETTURA

* Da banche plafond 10 mld, altri 10 per investimenti

* Grilli dice che operazione non impatta su debito pubblico

* Certificazione Pa entro 60 giorni

* Compensazione con ruoli su tasse e contributi (Accorpa pezzi e aggiunge dettagli)

di Giuseppe Fonte e Stefano Bernabei

ROMA, 22 maggio (Reuters) - Con quattro decreti ministeriali definiti con banche e imprese, il governo si impegna a far recuperare quest'anno tra 20 e 30 miliardi di euro alle imprese che vantano circa 70 miliardi di crediti commerciali con le pubbliche amministrazioni.

L'operazione non è previsto abbia per ora alcun impatto sull'ingente debito pubblico italiano.

L'annuncio arriva dal presidente del Consiglio, Mario Monti, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi con il suo vice all'Economia Vittorio Grilli e il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera. I dettagli sono spiegati in un successico incontro all'Associazione bancaria italiana (Abi).

"Siamo in grado di realizzare un progressivo rientro del debito, 20-30 miliardi già nel corso di quest'anno", ha detto Monti illustrando il meccanismo che prevede prima di tutto la certificazione di questi crediti sia a livello centrale che locale.

"Con questi decreti sulla certificazione accompagnata dalla liquidità dalle banche e la compensazione tra debiti e crediti l'impatto non c'è, ma stiamo ancora ragionando su come fare a trovare altre risorse", ha risposto Grilli a chi gli chiedeva se le misure varate gravassero sul debito.

Dopo aver avviato lo smaltimento dello stock accumulato, il governo vuole recepire entro fine 2012 la direttiva europea che mette un tetto di 60 giorni per i futuri pagamenti alle imprese fornitrici.

Finora però ci sono solo i 5,7 miliardi di euro già stanziati con la legge sulle liberalizzazioni (di cui massimo 2 miliardi attraverso titoli di Stato) e il plafond da 10 miliardi di finanziamento negoziato con l'Abi.

La quota restante dei 20-30 miliardi verrebbe quindi coperta attraverso la compensazione di crediti e debiti iscritti a ruolo e "ulteriori risorse" cui Grilli ha fatto cenno incontrando i giornalisti. La cautela sarà quella di evitare l'impatto sul debito pubblico.

In più, l'Abi annuncia altri 10 miliardi di sostegno agli investimenti.

"Il recupero dei crediti che le imprese vantano nei confronti della Pa è importante. Sono le nostre aziende, a volte più piccole, innovative, che in questa fase difficile non hanno abbassato la testa. Per questo hanno bisogno di liquidità, di un carburante capace di riaccendere il motore della produttività", ha detto Monti.

Imprese Hanno Crediti Per Oltre 100 Mld, 70 Mld Verso Pa

Confindustria stima in circa 70 miliardi i crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione, che diventano "più di 100" se si tiene conto delle posizioni aperte tra privati, secondo quanto ha detto Passera in conferenza stampa. Grilli non ha fornito elementi ulteriori salvo precisare che gran parte dei debiti fa capo alle amministrazioni locali.

I decreti definiscono le procedure con le quali le imprese potranno farsi certificare i crediti dalle amministrazioni debitrici. Utilizzando la certificazione le imprese potranno farsi anticipare le somme dalle banche o negoziare una cessione secondo il meccanismo del pro solvendo o del pro soluto.

"La banca applicherà all'azienda un tasso base che sarà il costo della provvista dalla Bce più uno spread legato al merito di credito dell'azienda. I crediti potranno godere della garanzia del fondo centrale fino al 70%", ha detto il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari.

"In banca l'azienda può smobilizzare il credito facendo tutte le operazioni previste: anticipazione, pro soluto e pro solvendo. Per le banche è uno sforzo notevole", ha aggiunto.

La compensazione, alternativa al canale bancario, riguarda i ruoli iscritti alla data del 30 aprile su tributi erariali e locali, i contributi assistenziali e previdenziali e i premi di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

Certificazione in 60 Giorni

Il primo decreto, già firmato da Monti, riguarda la certificazione dei crediti nei confronti delle amministrazioni centrali (inclusi gli enti pubblici nazionali). Il secondo, i debiti di Regioni ed enti locali, inclusi gli enti del servizio sanitario sazionale.

"Il secondo decreto è già stato trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni. Speriamo che già oggi la Conferenza possa dare il suo parere per procedere alla firma" di Monti, ha spiegato Grilli.

Gli altri due decreti disciplinano la procedura di compensazione e l'accesso al Fondo centrale di garanzia.

La procedura prevede che le amministrazioni debitrici certifichino i crediti entro 60 giorni dalla richiesta delle imprese. Se l'amministrazione non risponde si avvia una fase che può durare al massimo altri 60 giorni. In questo caso il creditore presenta una nuova istanza alla Ragioneria generale dello Stato che nomina un commissario ad acta.

Ottenuta la certificazione, il creditore può procedere alla compensazione o chiedere un'anticipazione bancaria a fronte del credito certificato. L'anticipazione può essere assistita da una garanzia fino al 70% da parte del Fondo centrale di garanzia (elevabile fino all'80% in caso di apporto di risorse da parte delle Regioni) e un importo massimo garantibile per singola impresa pari a 2,5 milioni di euro (il massimo consentito per legge).

La terza strada che il creditore può seguire è "fare una cessione, pro soluto o pro solvendo, presso intermediari finanziari riconosciuti", spiega Palazzo Chigi.

La cessione pro solvendo prevede che l'impresa venda a un valore scontato il credito alla banca rispondendo però dell'eventuale inadempienza da parte del debitore pubblico, a differenza della cessione pro soluto dove questo onere resta in capo al debitore.

Il sistema pro solvendo ha il vantaggio di mantenere la natura commerciale del credito che, a differenza dei titoli finanziari, non va ad aumentare il debito pubblico e l'indebitamento poiché le regole contabili europee lo classificano come posta di bilancio "sotto la linea".

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