18 maggio 2012 / 15:17 / 5 anni fa

rpt-SINTESI - Grecia, l'Europa si confronta con l'impensabile

(Toglie refuso)

* Commissario Ue: al vaglio piani d‘emergenza sulla Grecia

* Per sondaggio cresce sostegno a partiti greci pro bailout

* Mercati azionari in ulteriore calo su timori contagio

* Aumentano sofferenze banche spagnole

di Sebastian Moffett e Mike Peacock

BRUXELLES/LONDRA 18 maggio (Reuters) - I funzionari europei stanno lavorando a piani di emergenza nel caso in cui la Grecia dovesse uscire dalla zona euro, ha detto oggi il commissario Ue al Commercio, mentre Berlino fa sapere di essere preparata a tutte le eventualità.

Le borse europee stanno per chiudere la peggiore settimana da novembre, spaventate dalla prospettiva che l‘uscita della Grecia dall‘euro possa contagiare altre economie più grandi come la Spagna.

I politici ripetono che vogliono che la Grecia resti nell‘eurozona, ma il commissario Ue per il commercio, Karel De Gucht, ha detto che la Commissione europea e la Banca centrale europea stanno lavorando sugli scenari che si aprirebbero in caso di addio.

“Un anno e mezzo fa forse c‘era il rischio di un effetto domino”, ha detto De Gucht al quotidiano olandese De Standaard, come confermato da una persona vicina al commissario.

“Ma oggi ci sono, sia nella Bce che nella Commissione, servizi che stanno lavorando sugli scenari di emergenza nel caso in cui la Grecia non ce la dovesse fare. Un‘uscita della Grecia non significherebbe la fine dell‘euro, come sostengono alcuni”.

Indiscrezioni sulla presenza di questi piani di emergenza si erano già diffuse, ma è la prima volta che un funzionario Ue ne ammette l‘esistenza.

Un portavoce del ministero delle Finanze tedesco, alla domanda sui piani relativi ad un‘eventuale uscita della Grecia dall‘euro, ha detto: “Il governo tedesco, naturalmente, ha la responsabilità nei confronti dei suoi cittadini di essere preparato ad ogni eventualità”.

Ma dall‘ufficio stampa della Commissione europea sostengono che non c‘è alcun piano attivo.

“La Commissione europea smentisce fermamente di stare lavorando su uno scenario di uscita della Grecia dall‘euro”, ha detto Oliver Bailly. “La Commissione vuole che la Grecia rimanga nell‘eurozona”.

Le borse hanno perso terreno e i rendimenti dei bond tedeschi sono scesi ai minimi storici sulla scia dell‘incertezza sul futuro della Grecia e sulla crisi delle banche spagnole.

Benchè attesa, la decisione di Moody’s di tagliare il rating di 16 banche spagnole ha scosso gli investitori.

Il sentiment è così negativo da aver beneficiato poco dei sondaggi che danno in ascesa i partiti greci che sostengono il piano di aiuti concordato da Atene con le autorità internazionali.

Se i greci dovessero sostenere questi partiti il 17 giugno, il posto della Grecia nell‘eurozona sarebbe più sicuro e il rischio di contagio per economie come la Spagna sarebbe minore.

Secondo il sondaggio, il primo condotto dopo il fallimento dei colloqui per la formazione di un nuovo governo e l‘annuncio di nuove elezioni, i conservatori di Nuova Democrazia sarebbero il primo partito con sette punti di vantaggio su Syriza, il partito della sinistra radicale che si oppone al piano di salvataggio.

“Sta ai politici greci spiegare la realtà ai loro cittadini e non fare false promesse”, ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, uno dei politici più critici nei confronti della Grecia, alla radio francese Europe 1.

“Noi vogliamo che la Grecia rimanga nell‘euro ma rispetti i suoi impegni e questa è una decisione che spetta ai greci”, ha detto Schaeuble.

Il ministro tedesco prevede che le turbolenze sui mercati finanziari dettate dalla crisi del debito dell‘eurozona si calmeranno in uno-due anni.

IL CASO SPAGNA

La più grande paura per i leader europei è che il collasso della Grecia, che certamente scaturirebbe dallo stop agli aiuti, possa provocare un effetto domino tra i paesi più deboli del blocco.

Anche a prescindere dal rischio contagio, questi paesi si trovano a dover affrontare gravi problemi.

Il tasso dei prestiti in sofferenza delle banche spagnole è salito a marzo ai massimi da 18 mesi, mostrano i dati di oggi della Banca di Spagna. A marzo sono risultate pari all‘8,37% degli impieghi, livello più alto dall‘agosto del 1994 e in rialzo rispetto all‘8,3% di febbraio.

I prestiti immobiliari in sofferenza, che potrebbero ulteriormente peggiorare, e gli eccessi di spesa nelle regioni indebitate, sono due dei rischi più grandi per le finanze pubbliche spagnole.

Gli investitori ritengono che la Spagna debba affrontare in maniera aggressiva questi temi per evitare di dover ricorrere ad un piano di aiuti e per evitare che i rendimenti dei titoli sovrani spagnoli schizzino ai massimi dall‘introduzione dell‘euro.

L‘acuirsi della crisi della zona euro sarà al centro del summit del leader del G8, previsto per il weekend.

Il presidente Usa Barack Obama, che ospita il vertice, ha ripetutamente invitato i leader europei a fare di più per stimolare la crescita, nel timore che la crisi dell‘euro possa colpire anche l‘economia Usa e inficiare le sue chance di rielezione a novembre.

Il neo-presidente francese Francois Hollande insiste per spostare l‘attenzione dalla riduzione del debito alle misure per la crescita. Un‘azione più decisa è stata invocata anche dal premier britannico David Cameron e critiche sono arrivate frequentemente dal premier canadese Stephen Harper mentre il presidente del Consiglio Mario Monti ha invocato misure per la crescita anche prima di Hollande.

Questo potrebbe comportare l‘isolamento della cancelliera tedesca Angela Merkel, che insiste sul fatto che i programmi per la riduzione del debito non possano essere allentati.

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