SCHEDA - Lavoro, le novità della riforma in Senato

martedì 15 maggio 2012 14:42
 

(Aggiorna dopo accordo sulla Pa, emendamenti relatori in
Senato)	
    di Francesca Piscioneri	
    ROMA, 15 maggio (Reuters) - Ecco le modifiche apportate al
disegno di legge di riforma del mercato del Lavoro all'esame del
Senato dopo gli emendamenti bipartisan presentati dai relatori
che dovrebbero blindare il testo in vista del via libera in aula
in prima lettura entro maggio. 	
    Il ddl passerà poi all'esame di Montecitorio con l'obiettivo
che la riforma entri in vigore entro l'estate.	
    Gli emendamenti congiunti, ai quali si aggiungono alcuni del
governo, sono il frutto di una mediazione tra la richiesta di
rafforzare la flessibilità in entrata, arrivata dalle imprese e
sostenuta dal Pdl, e la necessità di dare maggiore tutela a 
contratti a progetto e partite Iva, come chiesto dal Pd.
Dettagliati meglio anche i confini entro i quali i giudici
decidono sui licenziamenti disciplinari.	
    Tra le novità proposte dai relatori anche quella che prevede
la possibilità per i lavoratori di partecipare agli utili e al
capitale delle imprese, e di essere componenti dei consigli di
sorveglianza, come avviene in Germania.     	
    Per il settore pubblico è in definizione una delega ad hoc
da presentare a breve al Consiglio dei ministri che dovrebbe
prevedere la centralità del contratto a tempo indeterminato
rispetto ad altre forme contrattuali e il riordino della
normativa sui licenziamenti disciplinari.	
   Ecco le novità introdotte dagli emendamenti di relatori e
governo: 	
    ARTICOLO 18	
    Un emendamento del governo presentato nei giorni scorsi
prevede che la sospensione della procedura di conciliazione in
caso di licenziamento duri per un massimo di 15 giorni per
documentato impedimento del lavoratore a presenziare
all'incontro, salvo i casi di maternità. I giudici poi, potranno
stabilire il reintegro del lavoratore licenziato per motivi
disciplinari illegittimi solo nelle tipizzazioni previste dai
contratti.	
    AMMORTIZZATORI SOCIALI	
    *Aspi        	
    L'emendamento dei relatori rafforza l'indennità una tantum
per i cocopro che sarà pari a circa 6.000 euro se il
collaboratore ha lavorato per almeno i 6 mesi precedenti. La
sperimentazione è triennale, mentre salta per ragioni di
copertura il mini-Aspi con requisiti ridotti per i lavoratori
più giovani e precari.   	
    Altra novità, i lavoratori che vogliono avviare un'attività
autonoma possono chiedere la liquidazione del trattamento in una
unica rata.	
    CONTRATTI	
    *Contratto a termine        	
  Secondo l'emendamento dei relatori, il primo contratto a
termine senza indicare la causale può durare fino ad un anno
(invece dei sei mesi previsti dal testo precedente). In
alternativa, i contratti collettivi possono prevedere che il
requisito della causale non sia necessario nei casi in cui
l'assunzione avvenga nell'ambito di un processo organizzativo,
nel limite complessivo del 6% del totale dei lavoratori
occupati. Ai contratti collettivi è demandata, in determinate
situazioni, anche la possibilità di ridurre fino a 20 o 30
giorni i periodi di intervallo fra un contratto a termine e la
successiva riassunzione.	
    *Apprendistato        	
    L'assunzione di nuovi apprendisti sarà subordinata al fatto
di averne stabilizzati il 30% nell'ultimo triennio (50% nella
versione pre emendamenti); si innalza il rapporto tra
apprendisti e lavoratori qualificati dall'attuale 1/1 a 3/2.
Tali norme non valgono, secondo l'emendamento, per le imprese
con meno di 10 dipendenti.	
    *Partita Iva        	
    La partita Iva sarà trasformata in collaborazione
subordinata qualora si dimostri che il rapporto di lavoro superi
gli otto mesi (dai 6 mesi pre emendamento) in un anno, valga
l'80% (dal 75%) dei ricavi del lavoratore, e il lavoratore abbia
una postazione fissa presso il committente. 	
   Saranno considerate vere partite Iva quelle che produrranno
un reddito annuo lordo superiore ai 18.000 euro.	
    *Cocopro        	
    L'emendamento introduce il salario minimo per i lavoratori a
progetto da decidere annualmente con decreto del ministero del
Lavoro calcolato facendo la media tra le tariffe minime dei
lavoratori autonomi e le retribuzioni stabilite dai contratti
collettivi. 	
   Per una lettura completa dell'impianto della riforma fare
doppio click su: