Derivati, con 2 mld di oneri Italia si conferma maglia nera in Ue

lunedì 14 maggio 2012 16:18
 

ROMA, 14 maggio (Reuters) - Con quasi 2 miliardi di euro di
maggiori interessi sul debito pubblico solo nel 2011, l'Italia
continua a registrare i risultati peggiori nella gestione dei
derivati rispetto agli altri quattro principali Stati europei,
secondo dati Eurostat.	
    Mentre il dibattito sui rischi legati ai derivati torna a
campeggiare sulle pagine economiche dopo che Jp Morgan ha
annunciato perdite superiori ai 2 miliardi di dollari, le nuove
serie storiche dell'istituto europeo di statistica permettono di
scattare una fotografia precisa di quali effetti questi
sofisticati contratti finanziari finiscono col produrre sui
debiti sovrani dell'Eurozona.	
    Nel caso dell'Italia, i derivati in portafoglio a tutte le
amministrazioni pubbliche hanno prodotto oneri pari a 5,67
miliardi tra 2008 e 2011, di cui 1,96 miliardi solo lo scorso
anno.	
    Germania, Francia, Spagna e Regno Unito ottengono tutti
risultati migliori. In alcuni casi la gestione dei derivati
produce minori interessi, in altri maggiori oneri ma comunque di
dimensione inferiore a quelli dell'Italia.	
    Per le sue statistiche Eurostat si basa sulle notifiche
degli Stati nazionali. Nel caso dell'Italia la contabilità
nazionale viene redatta da Istat, che non fornisce dati
disaggregati tra Stato centrale ed enti locali, anche se la
parte preponderante delle operazioni in derivati fa comunque
capo al Tesoro.	
    L'Italia, secondo quanto reso noto dal governo a metà marzo,
ha costruito posizioni in derivati su 160 miliardi di debito
pubblico, l'8% del totale.	
    Per capire quanto rischia potenzialmente il governo dal suo 	
portafoglio in derivati bisognerebbe avere il mark to market
complessivo dei contratti, che indica in un dato momento quanto
l'Italia dovrebbe pagare alle sue controparti per chiudere tutte
le posizioni in essere.	
    Il Tesoro non intende tuttavia diffondere questa
informazione perché un'eccessiva trasparenza sul portafoglio in
derivati potrebbe indurre gli operatori finanziari ad assumere
posizioni ribassiste sui titoli di Stato italiani, come ha detto
ai cronisti il direttore generale del Tesoro per il debito
pubblico, Maria Cannata, l'11 aprile scorso.	
    Ecco la tabella con i dati Eurostat aggiornati ad aprile
2012 ed elaborati da Reuters (in milioni di euro, un 	
valore positivo indica minori interessi e un valore negativo 	
maggiori interessi):   	
                      2008     2009     2010     2011  Cumulato 
 	
Italia                -595   -1.166   -1.947   -1.963    -5.671 
 	
Germania               -20     -150      140     -490      -520 
 	
Francia                326      407      392      574     1.699 
 	
Spagna                 -27      -45       52       76        56 
 	
Regno Unito (CY)  *   -538     -936     -289     -228    -1.991 
 	
Regno Unito (FY) **   -850   -1.074       62      142    -1.720 
 	
    * Anno di calendario  	
    ** Anno finanziario	
    	
    (Giuseppe Fonte)
    
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