10 maggio 2012 / 15:54 / tra 5 anni

PUNTO 2-Pareggio bilancio, Bersani solleva ipotesi rinvio

* Leader Pd: se lo fa la Spagna facciamolo anche noi

* Grilli: target restano quelli comunicati, senza esitazioni

* Passera: obiettivi di bilancio sono intoccabili (Aggiunge contesto)

MILANO/ROMA, 10 maggio (Reuters) - Dopo il suo consigliere economico, anche Pier Luigi Bersani, torna a mettere sul piatto il possibile rinvio del pareggio di bilancio per allentare la morsa dell‘austerity sugli italiani.

“Vedo che la Spagna si prepara a ricontattare quell‘obiettivo. Facciamolo anche noi se serve”, ha dichiarato il leader del Pd a Repubblica in un‘intervista pubblicata oggi.

Subito dopo le elezioni di domenica che hanno visto in Francia la vittoria del socialista François Hollande, Stefano Fassina aveva suggerito al governo di “sintonizzarsi sulla novità francese, disponendosi da una parte a rinviare l‘approvazione in Parlamento del Fiscal compact, dall‘altro rallentando il processo verso la riduzione del deficit”.

Richiesto di commentare le parole di Bersani, uno dei leader della coalizione che sostiene l‘esecutivo dei tecnici, il vice ministro dell‘Economia Vittorio Grilli ha detto che gli obiettivi di bilancio dell‘Italia sono quelli comunicati alla Commissione europea e che “per ora” questo è l‘impegno. Successivamente è tornato sul tema, a margine dell‘assemblea di Unindustria, per dire che nella politica di risanamento “non ci può essere né esitazione, né marcia indietro”.

“Gli obiettivi di finanza pubblica sono intoccabili”, gli ha fatto eco in modo ancora più netto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera

L‘Italia ha fissato come obiettivo il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 - anno in cui il rapporto deficit/Pil dovrebbe calare a 0,5%, coerentemente con la definizione Ue di ‘close to balance’ e per centrarlo ha avviato un ampio pacchetto di misure correttive.

Ormai da tempo, Mario Monti, svolge opera di convincimento fuori i confini nazionali, soprattutto nei confronti dei tedeschi, perché venga accettato il principio della golden rule, investimenti fuori dal conteggio del deficit, nella valutazione dei bilanci degli Stati membri dell‘Ue.

Monti insiste anche perché si trovi una soluzione europea per il pagamento dei crediti vantati dalle aziende nei confronti della pubblica amministrazione affinché la loro liquidazione non incida sui conti pubblici ai fini dei trattati europei.

Riferendosi sempre all‘ipotesi di far slittare il pareggio di bilancio, Bersani ha detto: “Se ci danno la golden rule, probabilmente non ce ne sarà bisogno”.

E sui debiti della Pa il segretario del Pd sollecita il premier ad affrontare subito questo capitolo “per far arrivare un bel po’ di miliardi di liquidità nel giro di poche settimane”.

Grilli ha annunciato oggi che a giorni sarà pronto il decreto del Tesoro per certificare i crediti commerciali vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione e il processo di certificazione farà da base per la futura compensazione tra crediti e debiti iscritti a ruolo .

SFIDA FINANZA PUBBLICA NON ANCORA FINITA - GRILLI

La Spagna è tornata sotto il fuoco della speculazione dopo aver aumentato l‘obiettivo di indebitamento in rapporto al Pil per il 2012 al 5,8 dal 4,4% e gli analisti avvertono che un ulteriore allentamento dei target italiani non sarebbe perdonato dagli investitori.

Le rinnovate tensioni sui mercati hanno già colpito anche l‘Italia: lo spread tra il Btp con scadenza settembre 2022 (nuovo benchmark sulla piattaforma Tradeweb) e il corrispondente titolo decennale tedesco (che ha raggiunto ieri un rendimento record inferiore all‘1,5%) continua a viaggiare sopra i 400 punti base, oltre 100 punti base sopra il livello minimo di circa 277 punti base raggiunto il 19 marzo scorso.

“La sfida della finanza pubblica non è ancora completamente vinta. Dobbiamo fare sempre di più, dobbiamo ridurre il settore pubblico e rendere l‘impatto sulla nostra crescita della pubblica ammistrazione più piccolo”, ha detto Grilli.

Avviando la spending review, il processo che attraverso l‘eliminazione degli sprechi punta a produrre ingenti risparmi, il governo ha annunciato altri 4,2 miliardi di tagli alla spesa pubblica.

Oltre a garantire i saldi di bilancio, in questa prima fase il governo vuole utilizzare la spending review per rimandare al 2013 l‘aumento dell‘Iva previsto negli ultimi tre mesi del 2012.

L‘obiettivo “è dimostrare che le stesse cose possono essere fatte con costi diversi”, ha detto Grilli riferendosi al fatto che il governo vuole ridurre la spesa pubblica a parità di servizi.

“Diminuire il nostro settore pubblico sarà faticoso”, ammette il vice di Mario Monti all‘Economia riferendosi agli effetti recessivi che i tagli di spesa inevitabilmente producono nel settore privato.

“Non esistono un settore pubblico e un settore privato separati. La vera difficoltà risiede nelle interrelazioni tra i due settori. Il pubblico è un grande cliente, un fornitore è anche un competitore del settore privato. Ridurlo provocherà e sta già provocando impatti su tutto il sistema”, ha continuato Grilli.

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