May 9, 2012 / 4:53 PM / 5 years ago

Ue, Merkel non tema proposte Italia su investimenti, debiti Pa-Monti

6 IN. DI LETTURA

* Cancelliera interessata a trovare vie per la crescita

* Nessuna contraddizione con politica del rigore

* Investimenti siano sottoposti a rigidi criteri europei

di Giselda Vagnoni

FIRENZE, 9 maggio (Reuters) - La cancelliera tedesca Angela Merkel non deve temere le proposte dell'Italia di non includere gli investimenti e i crediti vantati dalle aziende nei confronti della pubblica amministrazione dal computo del debito dei Paesi Ue perché non mirano ad aggirare i principi del rigore cari ai tedeschi.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti in una conferenza stampa tenuta a Firenze in occasione di una conferenza dedicata all'Europa.

"La Cancelliera sa che non deve temere che le proposte italiane siano formulate contro i suoi principi. E' interessata e forse da domenica [dopo le elezioni in Francia e Grecia] è ancora più interessata a trovare vie per la crescita che non passino per lo scardinamento di questi principi ma attraverso il loro rispetto", ha detto Monti.

"Sono sicuro che le proposte italiane vengono intese in Germania come il tentativo di un amico di collaborare per lo stesso scopo", ha aggiunto.

Al convegno 'The State of the Union' Monti ha detto che interventi di stimolo all'economia, come gli investimenti in infrastrutture, dovrebbero essere giudicati senza pregiudizi ideologici e sulla base di requisiti fissati a livello europeo.

L'ex commissario Ue alla Concorrenza ha anche rilanciato l'appello a concordare a livello europeo un sistema trasparente di pagamento dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione prima dell'entrata in vigore delle nuove regole sulla disciplina di bilancio per evitare di togliere ossigeno allo sviluppo.

"Il tema della crescita dovrebbe essere trattato con la mente aperta sulla base di tre capitoli": disciplina fiscale, riforme strutturali e stimoli alla domanda.

"Questo dibattito non è limitato ai confini europei; nei prossimi giorni, in seguito alle elezioni francesi e in altri Paesi, tra i governi europei esso sarà piuttosto intenso ma sono sicuro che ne discuteremo anche al G8 di Camp David", ha aggiunto il premier italiano.

Monti ha osservato che i Paesi anglo-sassoni tendono a enfatizzare la domanda aggregata mentre quelli continentali come la Germania considerano la crescita una ricompensa per comportamenti virtuosi a livello macro e micro.

"Qualunque idea che sovverta questa visione morale deve essere ben spiegata se si intende conquistare la mente dei tedeschi e ancora più il loro cuore e non parlo delle loro tasche", ha detto Monti.

Misure Di Stimolo E Rigore

"Uno dei punti più controversi è se le misure di stimolo alla domanda siano in contraddizione con il rigore di bilancio . L'Europa ha bisogno di un nuovo compromesso tra i Paesi più liberisti, ossia più orientati verso il mercato come Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Nordici e quelli motivati più da considerazioni sociali come Germania, Francia e per certi versi l'Italia", ha detto.

Il nostro Paese, secondo Monti, è molto impegnato sul fronte della disciplina di bilancio ma anche sul fronte delle riforme strutturali: "L'Italia deve fare di più su questo fronte e il nostro governo ha trascorso qualche giorno senza introdurre alcune riforme strutturali".

Ed è anche in sintonia con i Paesi anglosassoni come la Gran Bretagna che si battono per il rafforzamento del mercato unico.

Monti ha invitato a valutare con mente fredda e non sulla base di riflessi condizionati dall'ortodossia del rigore ogni misura volta a dare spinta alla crescita.

"Se un Paese ha un alto rapporto tra debito e Pil è quella l'unica cosa che conta o è anche importante cosa è stato fatto con quel denaro? Sarei molto più contento se fosse stato impiegato in opere infrastrutturali invece che in spesa corrente", ha detto Monti.

Naturalmente gli Stati membri non dovrebbero essere lasciati liberi di classificare a loro piacere una voce di uscita come un investimento pubblico.

"Ci dovrebbero essere criteri molto severi a livello europeo per distinguere ciò che è consentito da ciò che non lo è", ha spiegato ancora il premier.

Monti è convinto che nessumo creda davvero che investimenti e spesa pubblica possano essere trattati allo stesso modo ma sa anche che, come successo per l'idea degli eurobond, serve tempo perché una idea si affermi a livello europeo.

Altra questione che avrebbe l'urgenza e l'utilità di essere risolta è quella dei crediti vantati dalle aziende nei confronti della Pubblica amministrazione e che in Italia ammontano a circa 70 miliardi di euro.

Lo Stato non paga per non far aumentare il debito e discostarsi dagli obiettivi di bilancio destinati a diventare ancora più stringenti con il Fiscal Compact. Monti ha più volte sollecitato una soluzione a livello europeo.

"Se siamo interessati all'offerta, ha senso che un governo distrugga capacità produttiva al livello delle piccole aziende perchè non paga i suoi debiti? Prima che il Fiscal compact entri in vigore sarebbe estremamente opportuno poter procedere a una operazione trasparente".

Tornando a parlare di rigore, il presidente del Consiglio ha rassicurato che l'Italia non intende allentare la morsa sui conti e non perché lo chieda Bruxelles ma perché questo insegna la storia nazionale: "La conquista di consenso tramite spese superiori alle entrate ha avuto come conseguenza che a pagare il conto siano chiamate le ultime generazioni che non trovano lavoro", ha scandito Monti.

"Credo di essere nel contesto europeo attuale tra i capi di governo più sensibili ai principi della disciplina di bilancio e non ho nessuna intenzione di sovvertire questi principi. Mi sforzo di cercare per l'Europa vie che consentano una maggiore crescita senza sacrificare i pricipi che sono cari ai tedeschi che li hanno inventati e che sono cari anche a me", ha aggiunto.

- ha contribuito James Mackenzie da Firenze

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