PUNTO 1-Lavoro, Cgil-Cisl-Uil in piazza insieme il 2 giugno

martedì 8 maggio 2012 18:28
 

(Aggiunge dichiarazioni)

ROMA, 8 maggio (Reuters) - Cgil, Cisl e Uil scenderanno in piazza unitariamente il prossimo 2 giugno per celebrare la festa della Repubblica portando in piazza i lavoratori, categoria più colpita dalla crisi secondo il sindacato.

Lo ha annunciato il leader della Uil, Luigi Angeletti, in occasione di una conferenza stampa congiunta insieme con Susanna Camusso e Raffaele Bonanni.

"Abbiamo assunto la decisione di fare una grande manifestazione a Roma il 2 giugno. Si terrà di pomeriggio nel giorno della festa della Repubblica, una Repubblica fondata sul lavoro. Questo spesso al di là della retorica viene dimenticato, e abbiamo scelto questa data perché vogliamo festeggiare parlando di lavoro e portando i lavoratori a celebrare questa festa", ha spiegato Angeletti.

"L'aspetto sostanziale è il fatto che nella crisi che stiamo vivendo la dimensione delle persone che lavorano è quella più sacrificata", ha precisato Angeletti lamentando la politica economica del governo nella riforma previdenziale e in quella del lavoro. "Vogliamo invertire questa politica a partire da quella fiscale", ha aggiunto.

Angeletti si augura che il governo "cambi marcia e non ci obblighi a iniziative future per convincerlo a cambiare per il bene dell'Italia", mentre la leader della Cgil parla di "punto di rottura" vicino per dipendenti e pensionati e invita il governo a non usare le regole europee come "alibi" per non cambiare marcia.

"Non solo le cose al di là delle Alpi mostrano che si può cambiare ma non è vero che ci sia una sola modalità di stare in Europa. L'Europa non ci ha chiesto di non fare la patrimoniale, la Germania ha fatto un accordo con la Svizzera sui capitali finiti lì", prosegue la Camusso suggerendo a Mario Monti due misure da adottare per alleggerire il peso della crisi sui redditi da lavoro. La Camusso rimarca poi come i prestiti della Bce alle banche devono servire "anche per fare credito non solo per risanare i bilanci e comprare titoli di Stato".

Raffaele Bonanni pone l'accento sulla politica fiscale: "Avevamo chiesto una patrimoniale per i ricchi e ci siamo trovati con una patrimoniale per i poveri che è l'Imu".

"Tasse nazionali, addizionali, benzina, Imu. Crediamo che bisogna riaprire una forte discussione con il governo per alleggerire il peso per lavoratori e pensionati e per chi vuole fare nuovi investimenti nel paese. Sono molto vicino a tanti sindaci che stanno pensando di rivedere l'Imu. Anziché vendere le persone, bisogna vendere il demanio pubblico", ha detto.

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