4 maggio 2012 / 12:52 / 5 anni fa

Rai, approvato bilancio, ma assemblea rimanda a giugno partita nomine

ROMA, 4 maggio (Reuters) - L'assemblea degli azionisti della Rai ha approvato oggi il bilancio 2011 dell'azienda pubblica radio tv, per la prima volta in attivo da anni, seppure di circa 4 milioni di euro, ma ha rinviato a giugno le nomine dei nuovi amministratori, ha annunciato l'ufficio stampa di viale Mazzini.

Entrambe le mosse erano da tempo attese, in particolare il rinvio della partita delle nomine a dopo le elezioni amministrative che domenica porteranno al voto quasi 10 milioni di elettori in quello che è considerato un test sul governo tecnico ma anche sulla tenuta del Pdl e della Lega.

Nonostante l'annuncio fatto all'inizio di gennaio di "novità" entro "qualche settimana" per la Rai, il premier Mario Monti non ha varato alcuna riforma dell'azienda pubblica e, a fine aprile, il ministro per i Rapporti col Parlamento Piero Giarda ha confermato che il prossimo cda sarà eletto con le vecchie norme, quelle della cosiddetta legge Gasparri.

"Il governo è seriamente intenzionato ad aprire un dialogo con il Parlamento al fine di giungere in tempi rapidi a una riforma della governance della Rai", ha detto il ministro. Una riforma è stata chiesta dal Pd e dall'Udc, che sostengono il governo Monti, oltre che dall'Idv, ma è stata invece respinta dal Pdl, altro partito in maggioranza.

Giarda ha anche precisato che il governo nominerà i due consiglieri a cui ha diritto - uno in rappresentanza del ministero del Tesoro, l'altro indicato come presidente - solo dopo che la Commissione parlamentare di Vigilanza della Rai avrà eletto i sette membri del cda di propria competenza.

In questi giorni, Palazzo Chigi ha cominciato a visionare i curricula di alcuni candidati al posto di presidente e direttore generale di viale Mazzini. Alcuni sono stati inviati a palazzo Chigi dai diretto interessati, tra i quali anche il discusso conduttore tv Michele Santoro.

Nei giorni scorsi, varie fonti politiche hanno riferito che Monti ha chiesto ai partiti di nominare nel cda personalità "indipendenti" e "tecniche", e che il nuovo consiglio di amministrazione potrebbe vedere una concentrazione dei poteri in una sorta di "direttorio" costituito dal presidente, dal dg e dal rappresentante del Tesoro.

Il Pd ha minacciato ripetutamente di non votare con le vecchie regole, ma negli ultimi giorni ha detto di apprezzare la disponibilità di Monti.

Nel frattempo, però, fino a che non ci sarà un accordo, resta in carica il cda guidato da Paolo Garimberti.

(Massimiliano Di Giorgio)

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