2 maggio 2012 / 10:49 / 5 anni fa

PUNTO 2 - Spending review, "cronoprogramma" Bondi in 15 giorni

* Obiettivo garantire saldi e almeno rimandare aumento Iva

* Tagli saranno definiti entro maggio

* Potere sostitutivo se uffici non si adeguano

* Focus su Giustizia, Istruzione, Interni e Trasporti (Aggiunge contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 2 maggio (Reuters) - Tempi stretti per il nuovo commissario straordinario alla spending review, Enrico Bondi, che dovrà presentare “entro 15 giorni dalla nomina un cronoprogramma alla presidenza del Consiglio”.

Secondo quanto si legge nella bozza del decreto legge approvato lunedì dal Consiglio dei ministri, il risanatore della Parmalat avrà “il potere di definire, per voce di costo, il livello di spesa per acquisti di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche”.

Attraverso l‘analisi mirata della spesa pubblica il governo vuole eliminare sprechi e inefficienze superando la logica dei tagli lineari, criticati perché incidono indiscriminatamente su spese utili e inutili.

“La razionalizzazione e il contenimento dei costi sono infatti fondamentali per garantire, da un lato, il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, dall‘altro l‘ammodernamento dello Stato e il rilancio del circuito economico”, dice Palazzo Chigi nel dossier che illustra l‘operazione.

L‘obiettivo immediato è di definire tagli pari a 4,2 miliardi nei sette mesi compresi tra luglio e dicembre del 2012.

Oltre a evitare scostamenti tra i saldi di bilancio effettivi e programmatici, le risorse serviranno quanto meno a rimandare al primo gennaio 2013 il programmato aumento dell‘Iva, ha detto Mario Monti.

Infatti, la manovra correttiva di dicembre prevede che dal primo ottobre del 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% salgano di 2 punti percentuali. Dal 2014 le due aliquote aumenteranno di altri 0,5 punti percentuali.

Sterilizzare completamente l‘Iva richiede risorse cospicue, pari a 3,28 miliardi nel 2012, 13,12 nel 2013 e 16,4 miliardi nel 2014, stando alla relazione tecnica a suo tempo depositata dal governo in Parlamento e che si basava, tra l‘altro, su previsioni economiche più ottimistiche di quelle attuali.

BONDI POTRA’ CHIEDERE ISPEZIONI DELLA RGS

A Bondi spetta la responsabilità di “circa la metà dei 4,2 miliardi previsti”, come ha spiegato oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.

L‘obiettivo è definire le riduzioni di spesa entro il mese di maggio e, sebbene il governo non abbia ancora fornito chiarimenti, non si può escludere che i tagli confluiscano nella legge di conversione del decreto durante l‘esame in Parlamento.

Poiché l‘intervento deve essere strutturale, il beneficio per le casse dello Stato salirà a partire dal 2013 a 7,2 miliardi, il 9% della spesa che il governo ritiene “rivedibile” nel breve periodo, pari a 80 miliardi.

La caccia agli sprechi riguarderà “tutte le amministrazioni” pubbliche, comprese le autorità indipendenti, con l‘esclusione del Quirinale, della Corte costituzionale e del Parlamento, in quanto organi costituzionali.

Bondi potrà chiedere “in piena autonomia” informazioni alle singole amministrazioni e disporre “ispezioni” attraverso la Ragioneria generale dello Stato. Gli uffici avranno “un termine per il raggiungimento degli obiettivi prefissati” e, in caso di inadempienza, il Consiglio dei ministri potrà autorizzare “l‘esercizio dei poteri sostitutivi”.

Nel mirino, secondo quanto prevede la direttiva firmata da Monti, ci sono l‘affitto di immobili, le sedi periferiche dei ministeri, le spese di rappresentanza e i convegni, le strutture dirigenziali e gli enti strumentali.

Gli immobili pubblici “eccedenti i fabbisogni” torneranno nella disponibilità dell‘Agenzia del demanio.

La direttiva prevede anche l‘impugnazione delle sentenze di primo grado che riconoscono miglioramenti economici e progressioni di carriera per i dipendenti pubblici, mentre il decreto impone alle amministrazioni pubbliche di adottare “entro 24 mesi” misure per contenere i “consumi di energia”.

FOCUS SU GIUSTIZIA, ISTRUZIONE, INTERNI E TRASPORTI

Il governo indica in 295 miliardi la spesa “rivedibile” nel medio periodo, di cui oltre un terzo (97,6 miliardi) fa capo alla sanità.

Le direttrici per ridurre gli sprechi nei ministeri chiave della Giutizia, dell‘Istruzione, dell‘Interno e dei Trasporti sono già definite.

La relazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, prevede di ridurre tribunali, sedi distaccate e procure “per un totale di 3.600 unità di personale amministrativo da riassegnare dove vi sono carenze”. Solo i giudici di pace passeranno da 848 a 174.

“L‘intervento consentirà di recuperare 600-750 magistrati togati” e “il risparmio stimato è di 45-60 milioni di euro l‘anno”.

La scuola dovrà contribuire ai risparmi con il dimezzamento entro il 2014 delle spese per affitti passivi (10% già dal 2013) e la riduzione dei dirigenti.

Nel caso del Viminale, la scure si concentrerà sulle strutture periferiche di prefetture, vigili del fuoco e polizia di stato.

“La spesa analizzata è di 8 miliardi per retribuzioni, consumi intermedi e acquisto beni e servizi. L‘organizzazione su base provinciale delle attività (indipendentemente dal numero di abitanti) comporta un costo di almeno 400 milioni di euro. La spesa pro capite è maggiore, a causa dell‘incidenza dei costi fissi, nei territori con meno popolazione”, spiega la relazione di Giarda.

Su una spesa annua per l‘acquisto di beni e servizi pari a 1,7 miliardi, Giarda lamenta che 400 milioni non sono coperti dagli stanziamenti iniziali e il ministero dell‘Interno ricorre agli uffici centralizzati solo per il 6-8 % del totale. I contratti di locazione incidono da soli con un costo di 4-600 milioni di euro, pari ad almeno il 25% del totale.

Quanto al ministero dei Trasporti, il governo punta definire uno standard di personale in relazione al carico di lavoro e alla dimensione della scala di attività, a riformare la motorizzazione civile rendendola un‘agenzia di servizi autofinanziati e ad attuare la riforma del trasporto pubblico locale trasferendo alle regioni alcuni servizi ancora gestiti dal ministero.

- ha collaborato Alberto Sisto

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