April 30, 2012 / 8:49 PM / 5 years ago

Spending review, 4,2 mld tagli in 2012 per sterilizzare Iva - Monti

7 IN. DI LETTURA

* Spesa rivedibile a breve 80 mld

* Bondi sarà commissario straordinario

* Nel mirino fondi a imprese, sindacati e partiti

* Sdegno di Monti su chi invita a non versare Imu

di Giuseppe Fonte

ROMA, 30 aprile (Reuters) - Il governo definirà in tempi brevi tagli alla spesa pubblica "per un imposto complessivo di 4,2 miliardi", con l'obiettivo di disinnescare il programmato aumento dell'Iva negli ultimi tre mesi del 2012.

Al termine di un Consiglio dei ministri durato oltre cinque ore, il premier Mario Monti ha dato il via alla cosiddetta spending review, il processo che dovrà portare consistenti risparmi eliminando sprechi e inefficienze nella pubblica amministrazione attraverso interventi mirati.

"La crescita è l'obiettivo vitale", ha detto Monti in conferenza stampa aggiungendo di non aver parlato con i partiti della spending review.

La manovra correttiva di dicembre, la terza del 2011, prevede che dal primo ottobre del 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% salgano di 2 punti percentuali. Dal 2014 le due aliquote aumenteranno di altri 0,5 punti percentuali.

Sterilizzare completamente l'Iva richiede risorse cospicue, pari a 3,28 miliardi nel 2012, 13,12 nel 2013 e 16,4 miliardi nel 2014, stando alla relazione tecnica a suo tempo depositata dal governo in Parlamento e che si basava, tra l'altro, su previsioni economiche più ottimistiche di quelle attuali.

Per ora l'esecutivo si impegna a cercare di sterilizzare l'aumento previsto nel 2012, senza però escludere ulteriori interventi per cancellare l'incremento previsto nel 2013 e nel 2014.

Monti ha spiegato che la riduzione di 4,2 miliardi, da ottenere tra il primo giugno e il 31 dicembre 2012, "potrebbe servire a evitare l'aumento di due punti dell'Iva previsto per gli ultimi tre mesi del 2012".

Spesa Rivedibile a Breve Pari a 80 Miliardi

Secondo la relazione illustrata dal responsabile della spending review, il titolare dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, la spesa pubblica "rivedibile" nel medio periodo è pari a circa 295 miliardi di euro.

"A breve termine, la spesa rivedibile è notevolmente inferiore, stimabile in circa 80 miliardi".

La riduzione di 4,2 miliardi "equivale a 7,2 miliardi su base annua e corrisponde perciò al 9% della spesa rivedibile nel breve periodo", ha precisato Monti.

L'intervento sarà realizzato "potenziando la linea di risparmio seguita dal governo nei primi mesi di attività": meno consulenze e tagli all'organico di Palazzo Chigi, riduzione degli stipendi riconosciuti ai manager pubblici, tagli sui voli di Stato e sulle 'auto blu', soppressione di enti e riforma delle province.

Una direttiva di Palazzo Chigi, scritta su proposta del ministro Giarda, indicherà ai dicasteri le linee da seguire per contenere le spese di gestione.

Bondi Da Parmalat a Commissario Spending Review

Il coordinamento delle attività farà capo a un comitato presieduto da Monti e composto tra gli altri dal ministro per la Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi, dal viceministro dell'Economia Vittorio Grilli e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.

"Per assicurare rapida esecuzione al programma di revisione della spesa", il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge che prevede la nomina di un commissario straordinario.

"Per l'incarico sarà nominato Enrico Bondi", il manager che ha risanato la Parmalat dopo il crack da oltre 14 miliardi di circa 10 anni fa.

"Gli strumenti non mancano, cercherò di essere incisivo", ha detto Bondi commentando l'imminente nomina in conferenza stampa.

Bondi dovrà coordinare l'attività di approvvigionamento di beni e servizi, incluse tutte le amministrazioni, autorità, organi, uffici, agenzie o soggetti pubblici, gli enti locali e le regioni, ma anche assicurare una riduzione della spesa per acquisti di beni e servizi, per voci di costo, delle amministrazioni pubbliche.

Nel Mirino Aiuti a Imprese, Sindacati E Partiti

Il governo pone anche le basi per una rivisitazione delle risorse pubbliche "destinate alle imprese, così come quelle che affluiscono ai partiti politici e ai sindacati".

Per quanto riguarda gli aiuti alle imprese, l'economista Francesco Giavazzi si vede attribuire l'incarico di fornire a Monti e al ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, "analisi e raccomandazioni sul tema dei contributi pubblici alle imprese".

Quanto a partiti e sindacati, spetterà all'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato fornire "analisi e orientamenti" sulla disciplina dei partiti e sul loro finanziamento pubblico.

"Le risorse che si ricaveranno con gli interventi consentiranno di realizzare gli obiettivi di finanza pubblica indicati nel Def e favoriranno l'alleggerimento della pressione fiscale sui cittadini", dice Palazzo Chigi.

Monti Attacca Critici Imu

Abbandonando la sua proverbiale freddezza, Monti ha attaccato quanti, dentro la Lega Nord ma anche tra le fila dei sindaci e del Pdl, hanno invitato in questi giorni i contribuenti a non pagare l'Imu, l'Imposta municipale sugli immobili.

"Esprimo una parola di sdegno: chi ha governato, chi governa e chi si candida a governare non può giustificare l'evasione fiscale, né tanto meno istigare a non pagare le tasse, o a istituire personali ed arbitrarie compensazioni fra crediti e debiti verso lo Stato. Altri sono i modi con cui un Paese serio può risolvere i suoi problemi", ha detto Monti.

"Ho ricordato come sia stato necessario introdurre l'Imu in un contesto molto degradato di finanza pubblica, reso ancora più degradato dalla mancanza di crescita che derivava dalla carenza di azioni di politica economica e fino a poco tempo fa dalla mancanza di consapevolezza che l'Italia cresceva poco a dispetto di alcuni e poco superficiali indicatori di benessere", ha aggiunto il Capo del governo dicendo che, se al posto dell'Imu "qualcuno ha idee più interessanti e concrete di tassazione patrimoniale, il governo è sempre pronto a considerare ogni proposta che garantisca un gettito corrispettivo".

In campo europeo, il presidente del Consiglio ha detto che "non si può parlare di un patto segreto italo-tedesco, ma di una forte iniziativa di collaborazione italo-tedesca", riferendosi alle nuove iniziative per rilanciare la crescita che si stanno negoziando a livello comunitario.

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