23 aprile 2012 / 14:58 / 5 anni fa

SINTESI-Fornero in Alenia, sindacati divisi, da operai comprensione ma richiesta equità

di Elisa Anzolin

CASELLE TORINESE, 23 aprile (Reuters) - L'intervento del ministro del Lavoro Elsa Fornero all'assemblea dell'Alenia Aermacchi sembra aver creato nuovi attriti tra le diverse sigle sindacali, mentre i lavoratori, pur mostrando comprensione per un governo che ha gestito un momento di grande difficoltà del paese, hanno sottolineato la mancanza di equità delle misure prese.

Questa mattina, mentre Elsa Fornero spiegava ai dipendenti dell'azienda del gruppo Finmeccanica i contenuti della riforma del lavoro alla presenza dei rappresentanti di Fiom e Uilm, fuori dai cancelli dello stabilimento le altre sigle sindacali - Fim-Cisl, Fismic, Ugl e l'Associazione quadri e capi Fiat - protestavano contro la visita del ministro. "Abbiamo convocato questo presidio perchè non vogliamo delegare la rappresentanza a un ministro. Il suo lavoro è stare a Roma e discutere con Cisl, Cgil e Uil", ha spiegato il segretario di Fim-Cisl Torino Claudio Chiarle. "E aderendo all'iniziativa di un'unica sigla sindacale (la Fiom, ndr) ha dato un segnale negativo in questo difficile ma fondamentale percorso di ricostruzione di unità sindacale", ha rincarato la dose. Accuse condivise da Giorgio Rizzato, segretario provinciale dell'Ugl Metalmeccanici, che ha parlato di "rottura tra Fiom e le altre sigle sindacali".

Il leader della Fiom Giorgio Airaudo rispedisce al mittente le accuse, negando di minacciare l'unità sindacale. "E'stato un invito dei lavoratori, ci sono oltre 1000 firme che sono state consegnate al ministro, c'era la Rsu a maggioranza, c'erano due sigle sindacali, la Fiom e la Uilm, credo si sia sollevata una polemica eccessiva", ha spiegato Airaudo all'uscita dell'assemblea.

Dello stesso avviso Maurizio Peverati, segretario della Uilm Torino. "Bisogna ascoltare di più i lavoratori, la scelta della Fim di protestare, non so per cosa, non serve", ha detto. Il ministro del Lavoro si è intrattenuta con i lavoratori per oltre due ore, in un incontro scandito da numerose domande, qualche interruzione e da un applauso finale, definito "di cortesia" da Airaudo e "per il coraggio" a intervenire in assemblea da Peverati. I lavoratori, all'uscita dalla fabbrica, hanno sottolineato che non ci sono state tensioni durante l'incontro.

I lavoratori hanno fatto numerose domande, ponendo l'accento sull'equità, secondo Airaudo, che ribadisce la necessità di uno sciopero generale.

"I lavoratori hanno detto che c'è un problema di equità, che in questo paese pagano sempre loro e hanno chiesto dov'è finita la patrimoniale", ha spiegato. Sono stati inoltre sollevati i temi dell'apprendistato, dell'articolo 18, del lavoro femminile, delle pensioni, degli esodati.

GOVERNO: LAVORATORI APPREZZANO IMPEGNO, MENO SCELTE

All'uscita dell'assemblea alcuni lavoratori, rispondendo alle domande dei giornalisti, hanno mostrato una certa comprensione per la situazione in cui si è trovato ad operare l'esecutivo guidato da Mario Monti, ma non hanno risparmiato le critiche.

"Questo governo si è trovato a dover fare quello che gli altri non hanno fatto per non inimicarsi l'elettorato", spiega Flavio Bellono, da 30 anni in Alenia, che non manca di sottolineare che "se la prendono sempre con i ceti più deboli" e di aggiungere che "l'articolo 18 non si dovrebbe toccare" e che "c'è un po' di preoccupazione per gli esodati".

"Ho apprezzato che il ministro sia venuto qui e mi rendo conto che questo governo si è trovato nei guai fino al collo e non è semplice", spiega un altro lavoratore, Jimmy, ma aggiunge che se venisse indetto uno sciopero generale vi aderirebbe.

Critico verso la decisone della Fiom di far intervenire il ministro è invece Paolo Fontana, da 25 anni in Alenia. "Sono d'accordo con la (segretaria generale della Cgil Susanna) Camusso, quest'assemblea è una trovata pubblicitaria da parte della Fiom", spiega , apprezzando il coraggio della Fornero a partecipare all'assemblea.

Tra i manifestanti sono spuntate anche le maschere bianche di alcuni dipendenti di Agile (ex Eutelia), in attesa del rinnovo della Cig.

"Siamo ancora senza stipendio perchè il nostro decreto di cassa integrazione deve essere ancora firmato", ha spiegato Giulio Basile, sottolineando che ci sono circa 1.200 persone in questa situazione. "Noi vogliamo tornare a lavorare, ma ci dica lei (il ministro) dove" aggiunge, sottolineando che "dopo 50 anni non ti vuole più nessuno nelle aziende" e che "d'aria non si campa".

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