SCHEDA - Mercato lavoro, verso nuova riforma

venerdì 16 marzo 2012 17:40
 

di Francesca Piscioneri	
    ROMA, 16 marzo (Reuters) - Ecco come si profila la
riforma del mercato del Lavoro che governo e parti sociali
stanno mettendo a punto e che dovrebbe andare a regime nel 2017.
Il negoziato è ancora in corso e sono dunque possibili ulteriori
modifiche.	
        	
    AMMORTIZZATORI SOCIALI	
    L'obiettivo del governo è allargare la platea dei soggetti
tutelati con minori costi attraverso un sistema su due pilastri:
cassa integrazione per sostenere lavoratori e imprese in
temporanea difficoltà, istituto che rimane sostanzialmente
invariato, e Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego) per chi
perde il lavoro.	
    La platea degli interessati dagli ammortizzatori sociali
sarà ampliata a 12 milioni di lavoratori dagli attuali 8 milioni
includendo anche i contratti a termine (pubblica amministrazione
compresa) e gli apprendisti.	
    Gli assegni per chi perde il lavoro saranno pari a un
massimo di 1.119 euro con una durata non superiore ai 18 mesi.
Oggi la mobilità può arrivare anche fino a 36 mesi per gli over
50.	
    	
    *Cassa integrazione ordinaria (cigo) 	
    Oggi: è un assegno che spetta a operai, impiegati e quadri
delle aziende industriali ed edili che per avverse condizioni di
mercato sospendano o rallentino l'attività produttiva. E' pari
all'80% della retribuzione complessiva che sarebbe spettata per
le ore di lavoro non prestate. Viene erogata dall'Inps e
finanziata dai contributi versati da imprese e lavoratori. Viene
corrisposta al massimo per 13 settimane con una proroga fino a
12 mesi e, in determinati casi, il limite è elevato a 24 mesi.	
    Domani: resterà com'è.  	
    	
    *Cassa integrazione straordinaria 	
    Oggi: scatta quando la crisi porta a ristrutturazioni
aziendali o a chiusura delle aziende. L'assegno è pari all'80%
della retribuzione complessiva che sarebbe spettata per le ore
di lavoro non prestate, per una durata massima di 24 mesi. Tra
cigo e cigs si possono cumulare massimo 36 mesi in cinque anni.	
    Domani: resterà ma solo in caso di ristrutturazioni e non
per cessazioni di attività.    	
    	
    *Cassa integrazione in deroga 	
    Oggi: dal 2009 tutela imprese e lavoratori che non hanno
diritto alla cig ordinaria e straordinaria cioè le imprese con
meno di 15 dipendenti oppure i dipendenti in aziende da 15
dipendenti in su che non godano di cigo e cigs (apprendisti,
tempi determinati, lavoratori a domicilio e somministrati), e le
imprese industriali con più di 15 lavoratori che hanno finito il
periodo della cigs. L'indennità, viene finanziata da Stato e
Regioni, è pari all'80% dell'ultima retribuzione fino al tetto
massimo stabilito e può essere erogata al massimo per 12 mesi.	
    Domani: scomparirà e sarà sostituita dall'Aspi.	
    	
    *Indennità di mobilità 	
    Oggi: spetta ai lavoratori che perdono il lavoro per
ristrutturazione aziendale o chiusura. Dura da un anno a un
massimo di 36 mesi per i lavoratori che abbiano più di 50 anni.
Per i lavoratori del Mezzogiorno dura fino a 48 mesi. Viene
finanziata dall'Inps con l'aiuto delle imprese. L'assegno è pari
al 100% della cigs per i primi 12 mesi e poi all'80%. 	
    Domani: scomparirà e sarà sostituita dall'Aspi.	
        	
    *Indennità di disoccupazione	
    Oggi: spetta ai singoli dipendenti licenziati per ragioni
indipendenti dalla loro volontà. Dura 8 mesi per chi ha meno di
50 anni ed è pari per i primi 6 mesi al 60% della media delle
ultime tre buste paga, per scendere al 50% nei restanti due
mesi; dura 12 mesi per gli over 50 con una indennità per i primi
6 mesi del 60%, del 50% per i successivi due, e del 40% per i
rimanenti 4 mesi.	
    Domani: scomparirà e sarà sostituita dall'Aspi.    	
    	
    *Aspi	
    Prenderà il posto dell'indennità di mobilità, degli
incentivi di mobilità, della disoccupazione per apprendisti,
della cig in deroga e delle una tantum per i cocopro. Si
applicherà a tutti i lavoratori privati con contratto a tempo
indeterminato e determinato e ai dipendenti della pubblica
amministrazione a termine. Vale anche per gli apprendisti e gli
artisti. I requisiti per accedervi sono: 2 anni di anzianità e
almeno 52 settimane di lavoro nell'ultimo biennio. Dura 12 mesi,
18 per i lavoratori over 55 anni. Si abbatte del 15% dopo i
primi 6 mesi e di un ulteriore 15% dopo altri 6. Nel complesso
riduce i tempi di percezione degli attuali sussidi. Prevede
un'indennità con un tetto a 1.119 euro. L'aliquota contributiva
è dell'1,3% per chi lavora a tempo indeterminato e dell'1,4% per
chi non lo è.	
    Previsto anche un contributo di licenziamento da parte delle
imprese da versare all'Inps per i rapporti a tempo
indeterminato. Si applica anche agli apprendisti nei casi
diversi dalle dimissioni. 	
    	
    CONTRATTI	
    Oggi esistono in Italia oltre 40 forme di contratto
flessibile. Obiettivo del governo è di razionalizzarle e di
controllarne la corretta applicazione da parte delle imprese
agevolando l'accesso dei giovani nel mondo del lavoro.	
    	
    *Contratto a termine	
    Oggi: dura al massimo 36 mesi, non può superare il 10% della
forza lavoro e dà gli stessi diritti del tempo indeterminato. 	
    Domani: aumenteranno i contributi a carico delle imprese ma
per chi stabilizza il rapporto di lavoro saranno restituiti 6
mesi di maggiorazione. L'aumento servirà a finanziare l'Aspi.  	
    	
    *Apprendistato	
    Oggi: è un contratto per giovani tra i 16 e i 29 anni che
prevede retribuzione e formazione professionale. Viene
qualificato come un contratto a tempo indeterminato nel senso
che il datore di lavoro deve fare domanda di disdetta se vuole
recedere. Può essere di tre tipi. 	
    Domani: dovrebbe diventare il canale privilegiato per
l'accesso dei giovani al mondo del lavoro. Dovrà avere durata
minima con l'obbligo di trasformare una parte degli apprendisti
in dipendenti a tempo indeterminato.	
    	
    *Partita Iva	
    Oggi: è quella aperta dai liberi professionisti che svolgono
lavoro autonomo.	
    Domani: per disincentivare l'uso di quelle fittizie, la
riforma prevede che la partita Iva sia trasformata in
collaborazione subordinata qualora si dimostri che il rapporto
di lavoro superi i 6 mesi in un anno, valga oltre il 75% dei
ricavi del lavoratore, e il lavoratore abbia una postazione
presso il committente.      	
    	
    *Part-time e collaborazioni	
    La riforma prevede l'obligo di comunicazione amministrativa
del part-time per ogni variazione di orario al fine di limitarne
gli abusi. Per i contratti a progetto sarà necessaria una
definizione più stringente del progetto e aumenteranno i
contributi.	
    	
    ARTICOLO 18	
    Oggi: introdotto nel 1970 nell'ambito dello Statuto dei
lavoratori garantisce ai dipendenti delle imprese con più di 15
dipendenti il reintegro al lavoro nel caso di licenziamenti
senza giusta causa.    	
    Domani: resta invariato per i licenziamenti  discriminatori.
Possibile invece il licenziamento individuale per ragioni
economiche a fronte di un indennizzo. Spetterà invece al giudice
valutare, in caso di licenziamento per motivi disciplinari, se
reintegrare il lavoratore o assegnargli un indennizzo, come
accade in Germania. Si punta a velocizzare la durata delle cause
del lavoro.	
    	
    
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