Lavoro, Rete imprese italia minaccia disdetta contratti

giovedì 15 marzo 2012 12:59
 

ROMA, 15 marzo (Reuters) - L'associazione Rete imprese italia, che raggruppa Confcommercio Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartgiani, minaccia la disdetta dei contratti collettivi se non ci saranno modifiche al testo della riforma del lavoro allo studio del governo che prevede un aumento del costo del lavoro.

Artigiani e commercianti avevano lamentato nei giorni scorsi di aver già subito un peso da 2,7 miliardi per l'accresciuto costo del lavoro e che la nuova riforma costerebbe per le categorie ulteriori 1,2 miliardi annui.

In vista nella riforma l'aggravio dei costi per le assunzioni a tempo determinato, e una nuova 'tassa sui licenziamenti' (i contributi per partecipare all'Assicurazione sociale per l'impiego). Questi costi, aggunti all'aumento delle aliquote Iva e alla nuova Imu sarebbero "esiziali" per la categoria.

Rete Italia ha minacciato di non firmare l'accordo senza modifiche.

In una nota Confesercenti così sintetizza gli aggravi in corso per artigiani e commercianti: aumento dell'aliquota ordinaria Iva (dal 20% al 23,5%) e di quella ridotta (dal 10% al 12,5%) per un maggior prelievo di 20 miliardi e 600 milioni; aumento dei contributi per artigiani e commercianti tra i 1.200 e i 2.000 euro l'anno, per un totale di 2,7 miliardi; spese di passaggio al regime semplificato per non meno di 1.500 euro l'anno.

A questi costi si aggiunge la Tassa rifiuti che varrebbe più di 1 miliardo l'anno, che grava soprattutto su locali commerciali e laboratori artigiani.

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