Eurogruppo sblocca aiuti a Grecia, chiesti nuovi sforzi a Madrid

martedì 13 marzo 2012 07:34
 

BRUXELLES, 13 marzo (Reuters) - I ministri delle finanze dell'Eurozona, riuniti ieri sera a Bruxelles, hanno chiesto un nuovo sforzo alla Spagna per correggere il deficit nel 2012 e hanno dato il via libera "politico" allo sblocco del secondo piano di aiuti da 130 miliardi di euro alla Grecia.

La Spagna dovrà ridurre il deficit al 5,3% del prodotto interno lordo nel 2012 invece che al 5,8% come proposto da Madrid. Questo richiederà nuove misure da parte del governo spagnolo, ma rappresenta comunque un addolcimento della pillola imposta da Bruxelles alla Spagna. Infatti, l'accordo iniziale prevedeva una riduzione del deficit al 4,4% del Pil nel 2012.

Resta invece invariato l'obiettivo per il 2013, che prevede il ritorno della Spagna entro la soglia ammessa dai trattati Ue, e cioè ad un deficit non superiore al 3% del Pil.

Il commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn ha lodato la Spagna e anche l'Italia per gli sforzi effettuati negli ultimi tempi per il consolidamento dei conti pubblici, pur avvertendo che "non siamo ancora fuori dal pericolo".

A questo proposito sia Rehn che il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker hanno sottolineato l'importanza di aumentare la dotazione dei fondi salva-stati della zona euro, anche se una decisione decisiva al riguardo è stata rimandata all'Eurogruppo informale di Copenhagen del 30 marzo. Resta da stabilire se il fondo temporaneo (EFSF) ed il fondo permanente (ESM) verranno fusi in una fase iniziale in modo da aumentarne temporaneamente la dotazione.

I ministri delle finanze dell'Eurozona hanno anche dato il via libera "politico e di principio" al secondo piano di aiuti da 130 miliardi di euro per la Grecia. Juncker ha tuttavia sottolineato che l'accordo formale verrà siglato soltanto mercoledì, una volta che gli stati della zona euro "avranno completato alcune procedure interne".

Il finanziamento da parte di ciascuno stato resta tuttavia ancora vincolato all'effettivo ammontare di aiuti deciso dal Fondo monetario internazionale per contribuire al piano di salvataggio da 130 miliardi di euro. "Ci aspettiamo un'offerta consistente da parte del Fmi," ha detto Juncker. La decisione del fondo giungerà giovedì prossimo.

Rehn ha ribadito la sua soddisfazione per l'esito più che positivo dell'operazione di conversione (swap) dei titoli greci che permetterà ad Atene di abbassare il debito pubblico al 117% del Pil entro il 2020, al di sotto quindi dell'iniziale obiettivo del 120%, ritenuto il minimo per garantire la sostenibilità del debito greco. Questo "tesoretto" dovrà essere tenuto come "capitale-cuscinetto e non essere speso dalle autorità greche," ha ammonito Juncker.

Mario Monti, in qualità di ministro delle finanze italiano, ha lasciato la riunione dell'Eurogruppo con quasi un'ora in anticipo, probabilmente per concordare via telefono il vertice di maggioranza di giovedì prossimo, annunciato poco dopo che Monti lasciasse il palazzo del Consiglio Ue.   Continua...