8 marzo 2012 / 16:38 / 5 anni fa

SINTESI - Bce ha risposto a crisi, ora governi e banche -Draghi

* Duplice asta a tre anni ha effetto 'potente' ancora da valutare

* Segnali stabilizzazione ma rischi su economia al ribasso, su inflazione al rialzo

* Rapporto Draghi/Weidmenn 'eccellente', Bundesbank non isolata

* Bce tornerà ad accettare titoli greci come collaterale p/t

* Tassi confermati a 1%, non si è discusso di modifica

FRANCOFORTE, 8 marzo (Reuters) - Mettendo in campo lo strumento dei finanziamenti extra-lunghi Francoforte ha svolto il proprio ruolo nel far fronte alla crisi della zona euro e agire spetta ora a governi e banche, che devono anch'essi fare la propria parte.

Lo dice alla stampa il presidente Bce al termine del consiglio mensile in cui è stato confermato sull'attuale minimo di 1%, in piena armonia con le attese e senza discutere di eventuali modifiche, il tasso di riferimento per i paesi della zona euro.

Tornando a soffermarsi sugli effetti benefici - per di più ancora da valutare appieno - delle aste a tre anni di fine dicembre e fine febbraio, che hanno inondato il sistema bancario europeo di circa 1.000 miliardi di euro, Mario Draghi chiede a politici e banchieri di svolgere anch'essi il proprio ruolo.

"I due 'Ltro' hanno avuto un effetto tanto potente... dobbiamo vedere esattamente come si è di conseguenza alterato lo scenario finanziario e le complessità sono numerose" dice l'inquilino dell'Eurotower a proposito dei due p/t a 36 mesi.

"Credo la palla sia ora nel campo dei governi e degli altri attori - banche in prima linea - e spetti loro proseguire nel percorso delle riforme e consolidare il bilancio in modo da poter continuare - banche adesso in prima linea - a sostenere la ripresa" aggiunge.

Il panorama macro, prosegue Draghi, mostra intanto segnali di "stabilizzazione" e un ritorno di fiducia nei confronti della divisa unica ma i rischi sulla propettive di crescita restano sbilanciati al ribasso e quelli sull'inflazione al rialzo.

Diffuse oggi, le nuove stime trimestrali dello staff Bce mostrano per il Pil della zona euro un range di -0,5/+0,3% nel 2012 e 0,0/+2,2% nel 2013, contro rispettivamente -0,4/+1,0% e 0,3/2,3% di dicembre, mentre le attese di inflazione passano a 2,1/2,7% da 1,5/2,5% quest'anno e 0,9/2,3% da 0,8/2,2% il prossimo.

L'Eurotower, garantisce il presidente, ha comunque a disposizione ogni mezzo ordinario e straordinario per prevenire pressioni al rialzo sui prezzi al consumo.

Intervenuta con il duplice taglio dei tassi di novembre e dicembre prima e con la doppia asta a tre anni a fine anno e fine gennaio, la Bce deve però tornare ora a una politica monetaria "normale, classica".

Si collega così Draghi alle presunta divergenza di vedute con il numero uno Bundesbank Jens Weidmann, con cui il presidente dichiara naturalmente di avere un rapporto "eccellente".

Lo scorso 29 febbraio, giorno della seconda operazione a 36 mesi, 29 febbraio, il quotidiano tedesco conservatore 'Frankfurter Allgemeine Zeitung' pubblicava il testo di una lettera di Weidmann a Draghi in cui il presidente Bundesbank lamentava gli squilibri nel sistema di pagamenti Target2 e i rischi a questo correlati.

"Il mio rapporto personale con Jens è eccellente... nel consiglio governativo Bce nessuno - specialmente non la Bundesbank - è isolato. Apprezzo davvero la tradizione e la cultura dell'istituto centrale tedesca".

Anche se un nuovo rilievo critico è stato mosso, sempre tramite la stampa tedesca, dall'ex consigliere esecutivo Juergen Stark, che ha definito 'scioccante' la qualità dello stato patrimoniale Bce.

(Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129854, Reuters messaging: alessia.pe.thomsonreuters.com@reuters.net)

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