Mps, si cerca compromesso tra banche creditrici e Fondazione

giovedì 8 marzo 2012 18:03
 

MILANO, 8 marzo (Reuters) - Nella trattativa incagliata tra Fondazione Mps, azionista della banca Mps al 49,01%, e le 12 banche creditrici a cui deve circa un miliardo, si punta a trovare un compromesso o qualche nuova soluzione.

Lo ha detto una fonte vicina al dossier che riferisce a Reuters del permanere di ostacoli anche dopo il via libera di ieri del Tesoro che ora lascia libera la Fondazione di cedere fino al 15,5% della banca - che vale circa 680 milioni ai prezzi di oggi - per ripagare in parte il suo debito.

"C'è qualche problemino nella cordata di JP Morgan, che ha messo dei paletti. I creditori stanno prendendo tempo", dice la fonte.

Il problema riguarda i diversi contratti tra i molti creditori che, sulla base delle clausole firmate dalla Fondazione, assegnerebbero alle 11 banche guidate da JPMprgan -che hanno un credito di 525 milioni - un privilegio nel rimborso su ogni introito che Fondazione incassa fino a 200 milioni entro giugno. Resterebbero a bocca asciutta Credit Suisse e Mediobanca, la cui scadenza di rimborso del Fresh 2008 per i restanti 490 milioni sarebbe in seconda battuta.

Credit Suisse e Mediobanca, dice una seconda fonte, "hanno proposto di accantonare i proventi delle vendite della Fondazione su un conto vincolato per ripartire le somme ai creditori nello stesso momento". Fondazione, che non ha obiezioni su questo, ora aspetta che questa proposta sia valutata da JP Morgan e gli altri.

"O si trova un compromesso o si pensa a qualcosa di nuovo", dice la fonte.

Il problema è che il tempo non è affatto lungo. Il 15 marzo scade lo standstill concesso dai creditori alla Fondazione perché trovi i soldi per un rimborso anche parziale del debito e fino ad allora non è stato esercitato il pegno che è a garanzia dei crediti e che vale per le banche fino ad oltre il 40% della quota in mano a Fondazione, che avrebbe libero circa il 7%.

Oggi Mps è salito del 2,9% circa a 0,4226 euro, ben oltre il 100% sopra il minimo di 0,19 euro di inizio gennaio.

Al punto che ha iniziato a circolare qualche analisi per valutare come soluzione estrema "anche quella di un private placement per vendere la quota, o più probabilmente parte di essa, della Fondazione e sarebbero stati sondati anche Fondi sovrani", dice una fonte finanziaria che ha visto queste analisi. (Paola Arosio, Stefano Bernabei)