Mps, disputa tra creditori rallenta vendita quota Fondazione - fonti

giovedì 1 marzo 2012 19:03
 

MILANO, 1 marzo (Reuters) - La disputa tra i creditori su come ripartire i proventi dell'attesa cessione di una quota fino al 15% di Banca Mps da parte della Fondazione Montepaschi sta rallentando il processo di vendita e rischia di diminuire le possibilità di chiudere un accordo lucrativo.

Lo dicono diverse fonti coinvolte nel dossier, che ormai da settimane impegna il principale azionista della banca senese e un nutrito numero di banche, in prevalenza estere, che vogliono rientrare di una cospicua parte del debito da 1,1 miliardi di euro, garantito da un pegno sulle azioni in mano alla Fondazione.

La Fondazione Mps, che controlla il 49% della banca, si è impegnata a vendere fino al 15% della quota per convincere i creditori a rinegoziare il debito residuo dopo la scadenza della moratoria che, finora, ha ottenuto fino al 15 marzo.

I dodici creditori hanno finora risposto freddamente alle richieste di allungare i tempi.

I diversi contratti stipulati tra Fondazione e le banche sono tali da lasciare qualche creditore svantaggiato rispetto ad altri in caso che venga venduta una quota.

"La Fondazione è pronta a vendere la quota per rimborsare i creditori, facendo questo passo storico di ridurre la sua partecipazione nel Monte dei Paschi", ha detto una fonte.

"E', però, importante che tutti i creditori facciano uno sforzo per allineare gli interessi in modo che nessuno possa avere vantaggi", ha aggiunto.

La parte principale del debito, pari a 520 milioni circa, è nelle mani di un pool di undici banche, guidato da JP Morgan. A parte, Credit Suisse vanta circa 300 milioni dalla Fondazione, mentre Mediobanca, che è anche adviser dell'ente per la vendita, deve avere circa 190 milioni ed è anche titolare di una piccola altra quota di credito nell'altro tavolo.

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