24 febbraio 2012 / 18:43 / tra 6 anni

PUNTO 1 - Imu, governo rivede esenzione Chiesa in dl liberalizzazioni

(Aggiunde testo governo)

ROMA, 24 febbraio (Reuters) - Il governo sceglie la strada dell‘emendamento al decreto legge sulle liberalizzazioni per rivedere il regime di esenzione dall‘Imu, la nuova Ici, oggi in vigore sugli immobili della Chiesa e delle associazioni non a scopo di lucro.

“Il presidente del Consiglio e ministro dell‘Economia e delle finanze, Mario Monti, ha informato il Consiglio dei ministri di aver presentato al Senato un emendamento” al decreto liberalizzazioni “in merito all‘esenzione dall‘imposta Ici/Imu di cui beneficiano gli enti non commerciali”, recita una nota di Palazzo Chigi.

L‘emendamento “intende garantire la massima tempestività nell‘attuazione degli auspici della Commissione europea”, continua la nota.

Palazzo Chigi ricorda le linee guida con cui il governo intende rimettere mano alle forme di esenzione già illustrate il 15 febbraio da Monti al commissario europeo alla Concorrenza, Joaquin Almunia.

L‘esenzione sarà garantita ancora a tutti gli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un‘attività non commerciale. Per gli immobili ad uso misto l‘esenzione sarà limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolge l‘attività di natura non commerciale.

Il testo dell‘emendamento chiarisce che la nuova disciplina produrrà i suoi “effetti fiscali a partire dal primo gennaio 2013”, quindi per il 2012 nulla cambia.

Palazzo Chigi introduce anche “un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal ministro dell‘Economia e delle finanze circa l‘individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all‘interno di uno stesso immobile”.

“L‘emendamento, improntato a criteri di rigore e trasparenza, non pregiudica comunque gli attuali accertamenti in corso e l‘irrogazione di eventuali sanzioni da parte delle Autorità italiane, laddove se ne ravvisassero gli estremi, escludendo pertanto alla radice ogni eventuale forma diretta o indiretta di sanatoria”, precisa il governo.

La revisione del regime di esenzione determina naturalmente un aumento di gettito. Tuttavia, “in coerenza con il comportamento tenuto da questo Governo in casi analoghi, non si ritiene opportuno procedere ad una quantificazione preventiva delle maggiori entrate. Queste ultime saranno accertate a consuntivo e potranno essere destinate, per la quota di spettanza statale, all‘alleggerimento della pressione fiscale”, si legge nella nota.

Secondo l‘Anci, l‘associazione dei comuni italiani, il mancato pagamento dell‘imposta sugli immobili ha un valore di 500-600 milioni di euro.

(Alberto Sisto e Giuseppe Fonte)

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