Imu, governo rivedrà esenzione Chiesa e no profit in dl liberalizzazioni

venerdì 24 febbraio 2012 17:46
 

ROMA, 24 febbraio (Reuters) - Il governo sceglie la strada dell'emendamento al decreto legge sulle liberalizzazioni per rivedere il regime di esenzione dall'Imu, la nuova Ici, oggi in vigore sugli immobili della Chiesa, delle associazioni cattoliche e non a scopo di lucro.

"Il presidente del Consiglio e ministro dell'Economia e delle finanze, Mario Monti, ha informato il Consiglio dei ministri di aver presentato al Senato un emendamento" al decreto liberalizzazioni "in merito all'esenzione dall'imposta Ici/Imu di cui beneficiano gli enti non commerciali", recita una nota di Palazzo Chigi.

L'emendamento, presentato direttamente al Parlamento e in sede di conversione del decreto legge già emanato, "intende garantire la massima tempestività nell'attuazione degli auspici della Commissione europea", continua la nota.

Palazzo Chigi ricorda le linea guida con cui il governo intende rimettere mano alle forme di esenzione già illustrate il 15 febbraio da Monti al commissario europeo alla Concorrenza, Joaquin Almunia.

L'esenzione sarà garantita ancora per gli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un'attività non commerciale e abrogata per gli immobili "dove l'attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente".

Inoltre, l'emendamento prevede un'esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolge l'attività di natura non commerciale.

Palazzo Chigi ora aggiunge che la proposta di modifica introduce "un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal ministro dell'Economia e delle finanze circa l'individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all'interno di uno stesso immobile".

"Nella relazione di accompagnamento, si precisa che l'emendamento, improntato a criteri di rigore e trasparenza, non pregiudica comunque gli attuali accertamenti in corso e l'irrogazione di eventuali sanzioni da parte delle Autorità italiane, laddove se ne ravvisassero gli estremi, escludendo pertanto alla radice ogni eventuale forma diretta o indiretta di sanatoria".

"Si sottolinea infine che l'emendamento determina effetti positivi sul gettito, anche alla luce del più efficace contrasto di fenomeni elusivi ed abusi che ne deriva. Tuttavia, in coerenza con il comportamento tenuto da questo Governo in casi analoghi, non si ritiene opportuno procedere ad una quantificazione preventiva delle maggiori entrate. Queste ultime saranno accertate a consuntivo e potranno essere destinate, per la quota di spettanza statale, all'alleggerimento della pressione fiscale", dice il governo.   Continua...