21 febbraio 2012 / 12:57 / 6 anni fa

PUNTO 1 - Fisco, Monti stringe su evasione per futuro calo tasse

(Aggiunge misure contro evasione)

ROMA, 21 febbraio (Reuters) - Con una nuova stretta sugli evasori fiscali il governo vuole porre le basi per una prima riduzione, anche temporanea, della pressione tributaria nel 2014.

È quanto emerge dalla bozza del decreto legge che sarà venerdì sul tavolo del governo.

Dal 2014 le maggiori entrate "accertate" con la lotta all'evasione fiscale potranno finanziare misure, "anche non strutturali, di sostegno del reddito di soggetti appartenenti alle fasce di reddito più basse, con particolare riferimento all'incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico", prevede la bozza ponendo tuttavia come precondizione il "rispetto degli obiettivi di finanza pubblica".

Il principio della riduzione fiscale doveva confluire nel nuovo disegno di legge delega sulla riforma fiscale, atteso sempre per venerdì. È possibile quindi che il governo voglia prendere più tempo prima di portare in Cdm un testo definitivo.

STRETTA SU ESPORTAZIONE CAPITALI. L'ELENCO CLIENTI FORNITORI

Corposo il capitolo dedicato a rafforzare l'accertamento fiscale e le sanzioni per chi non dichiara correttamente il proprio reddito, vero obiettivo del decreto.

Si comincia con chi trasferisce o cerca di trasferire denaro all'estero senza fare la dovuta dichiarazione all'Agenzia delle dogane, obbligatoria per le somme superiori a 10.000 euro: la sanzione può arrivare fino al 40% del totale. Aumenta di sei volte, dal 5 al 30% dell'importo contestato, la sanzione amministrativa in caso di violazioni della normativa valutaria.

Torna l'elenco clienti-fornitori, voluto da Vincenzo Visco durante i governi di centro-sinistra e poi abolito da Giulio Tremonti, che vi vedeva un'ingiusta vessazione verso professionisti, imprese individuali, commercianti e artigiani.

"L'obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell'Iva per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell'importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate", prevede il decreto. In cambio il governo è disponibile a cancellare l'obbligo per i commercianti di segnalare al fisco gli acquisti fatti dai clienti sopra i 3.000 euro.

All'Agenzia delle entrate spetterà il compito di elaborare "liste selettive di contribuenti" segnalati perché non hanno emesso fattura o scontrino fiscale.

Sarà esteso anche ai locali delle onlus, le organizzazioni senza scopo di lucro, il potere di accesso degli ispettori fiscali per combattere le frodi Iva.

I Monopoli di Stato potranno inviare gli ispettori nelle sale da gioco a fare scommesse per accertare violazioni. La documentazione antimafia dei concessionari si estende al coniuge e ai parenti fino al terzo grado.

LIMITI ALLA PIGNORABILITA' DEGLI STIPENDI PIU' BASSI

Il decreto non interviene solo sulla riscossione. Diverse misure cercano di semplificare gli adempimenti fiscali dei contribuenti.

La bozza prevede infatti limiti alla pignorabilità dello stipendio per debiti fiscali nel caso di salari bassi. Per redditi fino a 2.000 euro l'agente della riscossione non potrà chiedere più di "un decimo" dello stipendio.

Salta l'obbligo di indicare il domicilio fiscale negli atti presentati all'amministrazione finanziaria.

Le imprese che operano con Stati a fiscalità privilegiata, i paradisi fiscali, dovranno comunicare solo le operazioni Iva di importo superiore a 500 euro.

La bozza, che ha naturalmente valore indicativo, non prevede la stretta sul regime di esenzione dal pagamento dell'Imu, la nuova imposta sugli immobili, oggi in vigore per immobili ecclesiastici, movimenti cattolici e associazioni non a scopo di lucro.

Il governo ha annunciato di voler modificare il decreto legislativo 504 del 1992 per chiarire che l'esenzione resterà valida solo nei confronti degli immobili nei quali si svolge "in modo esclusivo" un'attività non commerciale. Per gli immobili a uso misto l'esenzione sarà limitata alla "sola frazione di unità nella quale si svolge l'attività di natura non commerciale".

Secondo l'Anci, l'associazione dei comuni italiani, l'esenzione ha un valore di 500-600 milioni di euro.

(Giuseppe Fonte)

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